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A Castelfidardo guizzo vincente di Mathias Vacek al Trofeo Garofoli Porte

A Castelfidardo guizzo vincente di Mathias Vacek al Trofeo Garofoli Porte

Nella città della fisarmonica, il rientro alle competizioni agonistiche di gruppo ha avuto un sapore particolare

di Claudio Carassiti

ANCONA - È stata firmata dal corridore ceco, bergamasco d’adozione, Mathias Vacek la vittoria sulle strade di Castelfidardo al Trofeo Garofoli Porte: il corridore classe 2002, in forza al Team F.lli Giorgi, ha dato filo da torcere al diretto avversario, l’ucraino e campione europeo in carica Andrey Ponomar (Team Franco Ballerini-Toscano Giarre), nella volata a due che ha deciso il vivacissimo finale della corsa su strada juniores a carattere nazionale FCI del dopo lockdown.

LOGISTICA E SICUREZZA - Sulle strade di casa del campione italiano juniores in carica, Gianmarco Garofoli (Team LVF), da elogiare l’organizzazione di grande qualità messa in campo dallo Sporting Club Sant’Agostino e dal main sponsor Garofoli Porte sia per la logistica che per l’aspetto sicurezza, a fronte delle normative anti Covid-19 sulla suddivisione del sito gara in tre zone specifiche (verde, bianca e gialla in base al numero di atleti, tecnici e addetti ai lavori) con un pubblico composto che ha rispettato il distanziamento sociale, l’uso della mascherina e del gel igienizzante, il tutto senza lasciare nulla al caso e con il plauso dell’amministrazione comunale di Castelfidardo capitanata dal sindaco Roberto Ascani.

IL RIENTRO - Nella città della fisarmonica, il rientro alle competizioni agonistiche di gruppo ha avuto un sapore particolare ed è stato così anche per i 229 juniores di 37 squadre provenienti da quasi tutte le regioni italiane che non vedevano l’ora di mettersi il numero di gara sulla schiena. Sotto gli occhi del commissario tecnico azzurro Rino De Candido, in procinto di costruire l’ossatura della nazionale che andrà a disputare il campionato europeo su strada a Plouay in Francia il 28 agosto, la qualità tecnica degli atleti in gara è stata molto alta per un primo vero esame di questo anomalo 2020 che ha bloccato l’attività agonistica tra i mesi di marzo e giugno a causa della pandemia.

i GIRI CORTI - Prima parte del percorso con 11 giri corti (di circa 6 chilometri cadauno) attorno la zona industriale di Cerretano dove si sono messi in luce in tanti: tra questi Marco Pavesi (Team F.lli Giorgi), Davide Mezzanotti (Canturino 1902) ed Emanuele Benedetti (Ausonia Csi Pescantina), terzetto che ha avuto un vantaggio massimo inferiore ai 30 secondi.

IL CIRCUITO AMPIO - Con lo svolgimento degli ultimi 7 giri su un circuito più ampio (8,4 chilometri cadauno e sempre con base a Cerretano), il gruppo si è selezionato fortemente per il superamento del gran premio della montagna di Figuretta con Florian Kajamini (Italia Nuova Borgo Panigale), Luca Russo (Cps Professional Team) e Lorenzo Germani (Work Service Romagnano) tra i migliori al terzo passaggio, Karim Raviele (Cps Professional Team), Andrea Montoli (Canturino 1902) e Immanuel D’Aniello (Team LVF) in evidenza al quarto passaggio, ancora D’Aniello davanti a Germani e Andrea Piras (Aspiratori Otelli Cadeo Carpaneto) in occasione del quinto passaggio.

IL RACCONTO - Con un caldo che non ha mai mollato la presa, alla settima ed ultima tornata Vacek e Ponomar sono saliti in cattedra per tenere a distanza gli altri pretendenti alla vittoria per giocarsi il tutto per tutto sul traguardo in leggera pendenza di Cerretano: con uno spunto veloce il ceco-bergamasco è riuscito a prevalere sull’ucraino con la maglia di campione europeo coprendo i 126,3 chilometri col tempo di 3.11’35” alla media di 39,555 km/h. Il terzo posto è stato ad appannaggio di Montoli ma la lotta per entrare nella top-10 dell’ordine di arrivo ha visto tutte le carte rimescolarsi tra vari gruppetti di inseguitori: Piras, il campione italiano di ciclocross in carica Davide De Pretto (Borgo Molino Rinascita Ormelle), Giorgio Cometti (Team Giorgi), Giovanni Gazzola (Campana Imballaggi), D’Aniello, Ludovico Crescioli (Team Casano) e Germani in quest’ordine dal quarto al decimo posto.

VACEK - Così Vacek (residente nella provincia di Bergamo a Torre dei Roveri) nel dopo gara, al terzo successo stagionale in pochi giorni e ottavo nell’edizione 2019 del Trofeo Garofoli Porte: “Siamo partiti all’ultimo giro io e Ponomar ma avevo più forza nelle gambe. Sono fiero ed orgoglioso di far parte del Team F.lli Giorgi che è una delle più grandi squadre in Italia. Ho dato il cento per cento anche oggi. La strada è quella giusta, ora si guarda avanti per mettere nel mirino il campionato europeo e quello mondiale”.

IL COMMENTO - “La parte più complicata è stata superata non soltanto in ambito burocratico  - ha commentato Lino Secchi, presidente del comitato regionale FCI Marche -, i protocolli sanitari hanno funzionato alla perfezione e questo va dato atto alla grande mole di lavoro profusa dallo Sporting Club Sant’Agostino. Bruno Cantarini, Luciano Angelelli, Albino Cittadini e Gianluca Garofoli ce l’hanno messa tutta ed hanno voluto dare un taglio aziendale all’intera macchina organizzativa per poter mettere nelle migliori condizioni gli atleti e le società, andando a suggellare una memorabile ripartenza del nostro movimento ciclistico. Per il futuro, andremo in crescendo con questa ripresa delle gare nel segno della prudenza e del pieno rispetto delle normative anti-contagio in un calendario molto compresso anche nelle categorie giovanili. Devo sottolineare che, con coraggio, il Consiglio Federale è riuscito a venire incontro alle società con il rinnovo gratuito dell’affiliazione e dei tesseramenti, unitamente all’esenzione della tassa gara federale. Al momento resta da sciogliere il nodo del congelamento delle categorie in cui si trovano delle difficoltà oggettive per far recepire la proposta a livello internazionale”.

IL COMMISSARIO TECNICO - “Con pochissime gare disputate – ha dichiarato il commissario tecnico azzurro juniores Rino De Candido -, il mio lavoro di cittì è diventato abbastanza difficile ma oggi ha vinto nel complesso tutto lo Sporting Club Sant’Agostino per quello che è riuscito a realizzare dal punto di vista organizzativo. Quella di Castelfidardo è stata una corsa di un certo spessore che somigliava molto a un campionato italiano perché sono stati presenti tutti i migliori. Tra la preparazione in altura oppure in casa, il lockdown ha creato qualche problema per impostare una programmazione ad hoc ai ragazzi che si sono trovati spaesati e ancora non capivano cosa dovevano fare dal punto di vista pratico senza riferimenti precisi. Speriamo si possa sbloccare la questione relativa al congelamento delle categorie. Sono dell’opinione che un anno deve essere fermato, questo a beneficio delle categorie inferiori dove i ragazzi arriverebbero più maturi”.

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