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Abortion, legislation around the Earth

Abortion, legislation around the Earth

人工流产, 世界各地的法规

di Flavia Cruciani

Aborto, la regolamentazionenel mondo

 

 

After Ireland’s recent developments, the World is starting again to talk about abortion. On the last Thursday for the first time in Republic’s history, in fact, Irish government passed limited abortion rights, allowing women to induce voluntary termination of pregnancy (VTOP). This bill legalizes abortion just in cases of medical emergencies as well as the risk of suicide of the mother, a restriction deriving from the strong catholic background of the country. The vote, indeed, triggered debates and protests even within the political class, leading to expulsions of several major party members.

In Europe, every country, except of Malta and Vatican City (and Turkey with some dispensations), consider VTOP legal just if the mother’s life is under threat. Restrictions, in fact, are vary and show up in almost every country. For instance, foetal anomalies are not considered a valid motivation in San Marino, Monaco, Liechtenstein, Andorra and Ireland, like rape that is not accepted even in the United Kingdom. We can also add Austria, Cyprus, Finland, Iceland, Luxemburg and Poland to the list, other European countries that don’t consider abortion by request.

Women’s rights protection is even more varied around the entire world. In Asia, except for China, North Korea, Cambodia, Bahrain and Vietnam, there is no country that allow VTOP by request, and in most countries it is forbidden even if aimed to preserve mother’s physical and mental health. In the Americas, abortion is slightly more protected, but not in the event of rape or foetal anomalies, cases in which the most part of the countries are adverse, saving Canada, that accept also on request VTOP, several members of USA and other South American nations. Exclusive of mother’s life threat, Africa is almost entirely against abortion. In fact, only Botswana, Liberia, Burkina Faso, Ghana, Namibia, Zimbabwe e Cape Verde allow VTOP after rape or verified foetal anomalies. The same is for Oceania, where all legislations but New Zeland’s one, don’t allow abortion.

Besides legislative protection, abortion rights have other enemies to tackle. Indeed, mother’s rights protection are not as it is depicted in a law. In everyday life, women have to clash against medical shortcomings and deficiency, or even against doctors ethic, the same doctors that, leaving aside religious or cultural convictions, are supposed to perpetuate those rights lots of people had fought for. 

 

最近爱尔兰政治动态以后, 世界各地再开始谈论人工流产。事实上上个星期四是第一次爱尔兰政府批准了有限的人工流产权利法规, 就准许妇女堕胎。这条法规使人工流产合法化只是遇到母亲身体紧急情况时, 还有自杀危险性, 这种限制来源于国家强天主教背景。表决结果确实成为了引发在政治阶层里面讨论和抗议的因素, 导致了几个政党会员的开除。 

 

 在欧洲里, 除了马耳他和梵蒂冈城(还土耳其但有一些例外), 每个国家使人工流产合法化但只有母亲在死亡的威胁, 实际上在欧洲有各种各样的限制. 比如说, 胎儿的畸形不是正确原因在圣马力诺、摩纳哥、列支敦士登、安道尔及爱尔兰, 跟强奸一样不是正确原因还在英国. 我们也可以把奥地利、塞浦路斯、芬兰、冰岛、卢森堡和波兰加到不接受按照要求人工流产的国家单里。

 

绕世界一周,妇女权利保护就是更形形色色。除了中国、朝鲜、柬埔寨、巴林和越南之外, 在亚洲没有国家准许按照要求堕胎, 还有许多国家甚至有保护妇女身体和心理健康的目标的人工流产也不接受。

在美洲堕胎是略为更保护的, 但是不是假若发生强奸和胎儿畸形的情况,在这种情况下的时候, 除了加拿大、美国的许多国家和一些南美国家之外, 每个国家反对堕胎。不包括母亲生命危险, 非洲几乎完全地反对人工流产. 事实上只有博茨瓦纳、利比里亚、布基纳法素、加纳、津巴布韦和佛得角接受假若发生强奸和胎儿畸形的堕胎。跟大洋洲一样,除了新西兰之外没有国家准许人工流产。

 

除了法规保护, 人工流产权利有别的仇敌。母亲权利保护在法规跟事实上的真的不一样。在日常生活, 妇女和医疗的缺点和不足常常发生冲突, 或者跟医生进行争论, 那个医生应该防护为那一个而许多人们战斗的权利, 不考虑宗教或文化的信仰。

 

Dopo i recenti sviluppi nello scenario irlandese, nel mondo si torna a parlare di aborto. In Irlanda, infatti, pochi giorni fa è stata approvata a largo consenso la prima legge nazionale che permette l’interruzione volontaria della gravidanza (IVG). Questa però è consentita solamente qualora la vita della madre sia in pericolo, restrizione derivante dal forte sentimento cattolico che caratterizza il paese. Infatti, a seguito dell’approvazione si sono scatenate numerose polemiche all’interno della classe politica irlandese, portando poi all’espulsione di alcuni dirigenti del partito di governo.

In Europa, tutti i paesi, ad eccezione di Malta e della Città del Vaticano (e con alcune eccezioni della Turchia), considerano l’IVG legale solamente in caso questo protegga la vita della madre. Le restrizioni, infatti, variano e sono presenti in diversa misura in quasi tutte le nazioni. Ad esempio, la presenza di anomalie fetali non è considerata motivazione sufficiente per San Marino, Monaco, Liechtenstein, Andorra e la sopracitata Irlanda, così come lo stupro, non accettato nemmeno nel Regno Unito. A questi si aggiungono Austria, Cipro, Finlandia, Islanda, Lussemburgo e Polonia che non prevedono l’aborto su semplice richiesta della madre. 

La tutela dei diritti delle donne varia ancor più se ci si sposta nel mondo. In Asia, ad eccezione della Cina, Corea del Nord, Cambogia, Bahrain e Vietnam, nessuna nazione prevede l’IVG su richiesta, e nella maggioranza dei paesi l’aborto è vietato anche se a scopo di preservare la salute fisica e mentale della madre, sempre che non ci sia rischio di vita. In America questa è leggermente più tutelata, ma non in presenza di stupro o anomalie del feto, casi nei quali la maggioranza dei paesi si esprime in maniera sfavorevole, ad eccezione del Canada, che accetta anche l’aborto su richiesta, della maggioranza dei membri degli Stati Uniti e di altre nazioni del Sud America. Lasciando da parte il rischio di vita, l’Africa si schiera quasi totalmente per il “no”, visto come solamente Botswana, Liberia, Burkina Faso, Ghana, Namibia, Zimbabwe e Capo Verde prevedano la possibilità di aborto in seguito ad uno stupro o all’accertamento di anomalie del feto. Lo stesso vale, infine, per l’Oceania, dove ad eccezione della Nuova Zelanda, la legislazione è quasi totalmente contraria all’IVG.  

Oltre alla mancanza di tutela legislativa, il diritto all’aborto ha altri scogli da superare. Difatti, nella pratica spesso la tutela dei diritti della madri viene meno. Sovente ci si scontra con le carenze sanitarie o all’obiezione di coscienza degli stessi medici che dovrebbero invece farsi carico della perpetuazione di quello che, lasciando da parte convinzioni religiose e culturali, è un diritto delle donne per il quale a lungo è stato discusso e combattuto. 

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