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Ad Arezzo riapre “La regola di Piero”, la mostra di Mimmo Paladino

Ad Arezzo riapre “La regola di Piero”, la mostra di Mimmo Paladino

Prevista anche un’iniziativa i più piccoli che saranno coinvolti in una divertente “caccia al tesoro”

di Federico Marconi

AREZZO - Ad Arezzo c’è tempo fino al prossimo 30 settembre per visitare “La regola di Piero”, la grande mostra con cui Mimmo Paladino omaggia Piero della Francesca.

L'ESPOSIZIONE - L’esposizione aretina, voluta dalla Fondazione Guido d’Arezzo e dal Comune di Arezzo e curata da Luigi Maria Di Corato, approfondisce il rapporto tra Paladino e una delle figure del passato che più hanno contato nella sua formazione e con la quale ha intrattenuto un dialogo costante in tutta la sua ricerca artistica. Ne nasce un progetto culturale complesso che ha conquistato il pubblico: “La regola di Piero”, conferma quanto il pittore e matematico di Sansepolcro sia stato determinante come fonte di ispirazione non solo a livello estetico, ma anche metodologico e teorico.

LA PROROGA - In considerazione dell’emergenza sanitaria che ne ha impedito la fruizione, la Fondazione Guido d’Arezzo e il Comune di Arezzo, grazie alla disponibilità dell’artista, hanno deciso di prorogare ulteriormente l’esposizione fino al 30 settembre, con alcune novità. La mostra resterà aperta dal martedì alla domenica con orario 10.00-14.00 e 15.00-19.00 e l’ingresso sarà libero. Prevista anche un’attività didattica per i più piccoli che potranno visitare il percorso espositivo in autonomia svolgendo una vera e propria “caccia al tesoro” che avrà come oggetto le oltre 50 opere di Paladino.

LE SEDI ESPOSITIVE - Diverse le sedi espositive: la Fortezza Medicea ospita un nucleo di opere monumentali capaci di innescare un’importante tensione drammatica con la scabra natura degli spazi. Sono inoltre visitabili le sedi di Sant’Ignazio con l’istallazione dal titolo “Dormienti”, tra le opere più note e amate di Paladino, e della Galleria di Arte Contemporanea che vede protagonista la pittura. Completano il percorso altre due tappe fondamentali: la grande croce in foglia d’oro “Senza titolo” del 2016, rispettoso omaggio al capolavoro giovanile di Cimabue nella chiesa di San Domenico e l’istallazione di Porta Stufi dove i vessilli policromi collocati sulle mura, “Bandiere” del 2003 in alluminio, sembrano segnalare un antico trofeo lasciato sul selciato: si tratta di “Elmo”, una delle opere più note dell’artista.

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