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Affidata la scorta alla senatrice a vita Liliana Segre

A deciderlo il prefetto di Milano in seguito alle minacce online e agli striscioni di Forza Nuova

di Giacomo Zito

MILANO - La senatrice Liliana Segre vivrà sotto scorta. In seguito alle numerose minacce ricevute e a uno striscione esposto da Forza nuova durante un appuntamento in cui la senatrice era presente, il prefetto di Milano Renato Saccone ha deciso di affidarle due carabinieri che la accompagneranno nei suoi spostamenti. «Io da vittima dell'odio a simbolo che disturba», commenta Liliana Segre, ex deportata ad Auschwitz, che al Senato ha proposto una mozione per «prevenire e contrastare proprio l’incitamento all’odio».

L’INCHIESTA - Per gli insulti e le minacce riceute sul web, la procura di Milano ha deciso di aprire un’inchiesta contro ignoti. Il Dipartimento antiterrorismo si occuperà delle indagini.

IL SIMBOLO - La senatrice Segre rimane un simbolo per il ricordo di quello che accadde nei campi di concentramento nazisti. Fu una dei 25 bambini sotto i 14 anni che sopravvisse ad Auschwitz ed è oggi una delle più importanti testimonianze viventi dell’odio nazista. Rientrata a Milano nell'agosto del 1945, ha aspettato 45 anni prima di rompere il silenzio sulla Shoah. «Spero che almeno uno di quelli che hanno ascoltato oggi questi ricordi di vita vissuta - ha raccontato in una sua testimonianza - li imprima nella sua memoria e li trasmetta agli altri, perché quando nessuna delle nostre voci si alzerà a dire 'io mi ricordo' ci sia qualcuno che abbia raccolto questo messaggio di vita e faccia sì che 6 milioni di persone non siano morte invano per la sola colpa di essere nate. Altrimenti tutto questo potrà avvenire nuovamente, in altre forme, con altri nomi, in altri luoghi, per altri motivi. Ma se ogni tanto qualcuno sara' candela accesa e viva della memoria, la speranza del bene e della pace sara' piu' forte del fanatismo e dell'odio».

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