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Arte e Cultura

Al Food&Science Festival si riflette sul presente e il futuro dell'alimentazione

Al Food&Science Festival si riflette sul presente e il futuro dell'alimentazione

Il Food&Science Festival riflette sul presente e il futuro della scienza che incontra il cibo

di Flavia Cruciani

MANTOVA - “Continua a piantare i tuoi semi, perché non saprai mai quali cresceranno. Forse lo faranno tutti”. La celebre massima di Albert Einstein racconta la speranza che sta alla base del tema scelto per la terza edizione del Food&Science Festival, a Mantova dal 17 al 19 maggio: far germogliare idee e riflessioni per contribuire alla crescita sociale del nostro Paese. Partecipando agli oltre 200 eventi tra conferenze, mostre, laboratori e spettacoli con più di 100 ospiti, attività di scoperta del territorio, e una mostra mercato, il pubblico del Festival – promosso da Confagricoltura Mantova, ideato da FRAME-Divagazioni scientifiche e organizzato da Mantova Agricola – potrà confrontarsi con argomenti di grande attualità come alimentazione, scienza, società, tutela ambientale, salute ed economia.

GLI INCONTRI - In particolare, gli incontri delle sezioni tematiche Semi e Semi di permetteranno di scoprire segreti e curiosità di questi elementi basilari dell’agricoltura, nonché metafora di pensieri e progetti per il futuro. Tra gli ospiti della prima, il docente di Ecologia evoluzionistica dell’Institute of Evolutionary Biology dell’Università di Edimburgo Jonathan Silvertown, portatore di un insolito invito A cena con Darwin, come titola il suo ultimo libro (Bollati Boringhieri, 2018): addentrandoci nel passato con lui, scopriremo uno strano menù “evoluzionistico” fatto di storie affascinanti e curiosità che ci aiuteranno a comprendere l’origine delle nostre diete e dei cibi che per millenni sono stati centrali nelle nostre culture (sabato ore 16.45, Teatro Scientifico Bibiena).

L’EVOLUZIONE - Dell’evoluzione e dei suoi frutti si occuperà anche Mario Enrico Pè, al Festival con una domanda cruciale: L’Africa ci sfamerà? Domenica, partendo dalla ricerca decennale condotta con il suo gruppo di indagine in collaborazione con le popolazioni locali, racconterà come è stato possibile caratterizzare migliaia di varietà locali di grano duro, orzo e teff in grado di resistere ai mutamenti del clima e alle malattie (ore 17.30, Teatro Scientifico Bibiena). Dal continente africano al territorio degli Aztechi, Luigi Frusciante mostrerà invece uno dei cibi chiave della nostra alimentazione illustrando la sua secolare storia, dall’introduzione in Europa per mano dei conquistatori spagnoli all’incredibile successo in Italia: il pomodoro, un vero e proprio immigrato di successo.

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