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Antartide, estensione minima per il buco dell'ozono

Antartide, estensione minima per il buco dell'ozono

A indicare il record sono i dati della Nasa e dell'ente americano per le ricerche sull'atmosfera e gli oceani

di Claudio Carassiti

ROMA – Il buco dell'ozono sull'Antartide ha raggiunto l'estensione minima dall'epoca della sua scoperta, avvenuta nel 1982: ora si estende per  10 milioni di chilometri quadrati, rispetto ai 16 milioni di chilometri quadrati misurati l'8 settembre.

I DATI – A indicare il record sono i dati della Nasa e dell'ente americano per le ricerche sull'atmosfera e gli oceani (Noaa). Per gli esperti è una buona notizia solo a metà, perché è un segno del riscaldamento climatico: le temperature più alte riducono le reazioni fra ozono e i composti che lo distruggono, cioè cloro e bromo.

LA SITUAZIONE – Il buco dell'ozono si forma sull'Antartide alla fine dell'inverno australe quando si innescano le reazioni che distruggono la molecola e che coinvolgono sostanze come cloro e bromo. Nel 1988, il protocollo di Montreal ha ridotto consumo e produzione di questi composti, ma secondo gli esperti solo nel 2070 l'ozono sull'Antartide potrebbe ritornare al livello del 1980.

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