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ANVCG, firmato protocollo d'intesa con l'Esercito Italiano su ordigni inesplosi

ANVCG, firmato protocollo d'intesa con l'Esercito Italiano su ordigni inesplosi

L’accordo è stato siglato dal generale di Corpo d’Armata Riccardo Marchiò e il Vice Presidente Nazionale Vicario dell’Associazione Michele Vigne

ROMA – Si è svolta all’interno della “Sala MILLEVOI” di Palazzo Esercito la firma del Protocollo d’Intesa tra l’Esercito Italiano e l’Associazione Nazionale Vittime Civili di Guerra (ANVCG), in materia di ordigni bellici inesplosi. Il generale di Corpo d’Armata Riccardo Marchiò, Comandante delle Forze Operative Terrestri e Comando Operativo Esercito, ha siglato l’accordo con il Vice Presidente Nazionale Vicario dell’Associazione, Michele Vigne. Dopo una prima fase di sperimentazione, durata circa un anno e mezzo, si è deciso di ratificare un accordo ufficiale, grazie al quale verrà creato un unico database relativo sia agli interventi di bonifica effettuati dai reparti dell’Esercito, sia ai dati storici in possesso dell’ANVCG e ai rinvenimenti segnalati da quest’ultima. Questa condivisione, permetterà il censimento, la mappatura e la demarcazione di ordigni bellici su base nazionale, a vantaggio dei futuri progetti di tutela della salute e incolumità pubblica in linea con le direttive internazionali.

L’ANVCG – L’Associazione Nazionale Vittime Civili di Guerra, nata nel 1943 con funzioni di rappresentanza e tutela in Italia delle vittime civili di guerra, negli ultimi anni ha moltiplicato le sue iniziative a favore delle vittime civili delle guerre dei conflitti di tutto il mondo, adeguando le sue finalità istituzionali al mondo globalizzato contemporaneo. Uno dei settori in cui è particolarmente attiva è quello della sensibilizzazione dell’opinione pubblica in Italia e nel mondo sui tragici effetti degli ordigni bellici sulle popolazioni civili, attraverso campagne che si rivolgono a tutti ed in particolare ai giovani, sia per dare una migliore conoscenze del fenomeno, sia per attuare un’efficace prevenzione. A questo scopo è stato fondato, all’interno dell’ANVCG, uno specifico Dipartimento Ordigni Bellici Inesplosi che si avvale della collaborazione di numerosi volontari e specialisti del settore ed è stato concluso un protocollo d’intesa con il MIUR per portare la campagna di sensibilizzazione nelle scuole in maniera capillare. Grazie alla partnership con UNRWA (l’Agenzia ONU per i rifugiati palestinesi) è stato possibile diffondere gli strumenti informativi realizzati dall’ANVCG per questa campagna anche in larga parte del Medio Oriente, in un contesto dove il pericolo degli ordigni bellici inesplosi costituisce purtroppo una realtà quotidiana per tutti.

L’ESERCITO – L’Esercito Italiano, grazie ai propri team di specialisti di pronto intervento, è in grado di intervenire 24 ore su 24 su tutto il territorio nazionale. Negli ultimi 10 anni hanno condotto oltre 35.000 interventi di bonifica del territorio. I reparti del Genio, grazie alle esperienze maturate nelle missioni estere e all’elevata connotazione “dual-use” (capacità di cooperare con le autorità civili a favore della cittadinanza e quella più operativa espressa fuori area), agiscono a favore della comunità nazionale sia in caso di pubbliche calamità, sia per la bonifica dei residuati bellici ancora ampiamente presenti sul territorio italiano.

L’IMPEGNO – Il Vice Presidente dell’Associazione Nazionale Vittime Civili di Guerra, Michele Vigne, anch’egli vittima di un ordigno bellico il 15 dicembre 1951, ha affermato, durante la cerimonia che «Come dimostra la storia di tanti nostri soci, compresa la mia personale, la pericolosità degli ordigni bellici si protrae molto a lungo dopo la fine dei conflitti, perché le guerre purtroppo non si esauriscono con i trattati di pace, ma lasciano una pesante eredità per molte decine di anni e per diverse generazioni. Con questo progetto, cui l’Associazione è orgogliosa di partecipare, vogliamo unire le forze per rendere meglio conosciuto un fenomeno su cui, per tante ragioni, a livello di opinione pubblica si sa molto poco». Anche il Generale Marchiò, a sugello della firma del Protocollo d’Intesa, ha ribadito che la collaborazione tra l’Esercito e l’ANVCG è un passo sostanziale verso il perfezionamento e il potenziamento degli interventi di bonifica degli ordigni inesplosi.

PRESENTI IN SALA – Alla cerimonia hanno partecipato anche il Segretario Generale dell’ANVCG Roberto Serio e il responsabile del Dipartimento Ordigni Bellici Inesplosi dell’ANVCG Giovanni Lafirenze, da anni impegnato con passione e competenza sia nella bonifica del territorio che nelle campagne di sensibilizzazione nelle scuole. Erano inoltre presenti Nicolas Marzolino e Lorenzo Bernard , due giovani che nel marzo del 2013, all’età di appena sedici anni, sono rimasti vittime dell’esplosione di un residuato bellico in Val di Susa, perdendo entrambi la vista e il primo anche un braccio. «Questo progetto è sicuramente importante e con una grande utilità pubblica – hanno affermato i due ragazzi – . Siamo convinti che grazie ad esso la prevenzione potrà fare un decisivo passo in avanti, contribuendo così ad evitare il ripetersi di casi come i nostri».

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