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Arte e Cultura

Arte, a Milano la personale di Maurizio L'Altrella

Arte, a Milano la personale di Maurizio L'Altrella

La mostra inaugura dal 12 ottobre alle 18 e resterà fino al 14 novembre

di Silvia de Mari

MILANO - “Ultra spiritus intra corpore” è la personale dell’artista Maurizio L’Altrella a cura di Barbara Codogno, organizzata negli spazi della “Fondazione Uomo / Fondazione d’Inverno” nel cuore di Milano, in via Vincenzo Foppa 46, e dalla Galleria di Piacenza “NuovoSpazio ArteContemporanea”. La mostra inaugura il 12 ottobre a partire dalle 18.00 con ingresso libero, nel rispetto delle normative sanitarie vigenti.

L'ESPOSIZIONE - In esposizione una serie di nuovissimi lavori firmati da Maurizio L’Altrella, tutti inediti. Una grande sfida per l’artista - anche e soprattutto fisica - impegnato in un corpo a corpo, con una pittura estrema e irriducibile. “Dopo la bella mostra che la nostra Fondazione ha dedicato a Ivan De Menis, ci apprestiamo ora ad accogliere nei nostri spazi espositivi la personale dell’artista milanese Maurizio L’Altrella, un nome già affermato nel panorama della nuova figurazione italiana. Basti pensare che nella mostra berlinese di caratura internazionale “Preparing for darkness” firmata da Uwe Goldenstein e dedicata alla figurazione contemporanea, solo due artisti italiani compaiono nella ricognizione di questo rinomato curatore. Uno di questi è Maurizio L’Altrella” spiega Maurizio Mancini della “Fondazione Uomo / Fondazione d’Inverno”.

LE DICHIARAZIONI DEI GALLERISTI - Mentre i galleristi piacentini Loretta Molinari e Armando Tagliaferri dichiarano: “Con Maurizio L’Altrella è venuto naturale approfondire il nostro incontro professionale. Perché la frequentazione ci ha permesso di entrare nel suo mondo, di avvicinare la sua complessità. I suoi lavori sono di rara bellezza e i nostri utenti ne apprezzano la fattura, ma anche la grande forza dei contenuti”.

IL SAGGIO CRITICO - Proprio sui contenuti verte il saggio critico in catalogo firmato dalla curatrice, Barbara Codogno. La scrittrice già nel 2019 aveva seguito L’Altrella nell’esposizione “Carmina” organizzata nella Galleria piacentina. Mentre, a fine ottobre 2021, curerà ancora l’artista inserito in un’ampia collettiva padovana “A riveder le stelle” ai Civici Musei Eremitani: un omaggio a Dante nel 700º dalla sua morte, e a Giotto, dopo la recente nomina a patrimonio Unesco del ciclo degli affreschi trecenteschi della città patavina, in cui Giotto trionfa nella Cappella degli Scrovegni.

LA DICHIARAZIONE D'INTENTI - “Ultra spiritus intra corpore. La pittura non è lingua morta” è anche una dichiarazione d’intenti fin dal suo sottotitolo. Con “La pittura non è lingua morta”, l’autore prende una posizione forte ed evidente circa l’attualità della pittura e soprattutto della figurazione, modalità per lungo tempo quasi scomparse dal panorama più “spettacolare” dell’arte contemporanea e dal suo mercato, che tuttavia continuano a costituire un nostro patrimonio identitario.

UN PITTORE RADICALE - Per Codogno, Maurizio L’Altrella è infatti un pittore radicale. Non soltanto per la particolarità del suo procedere pittorico, piuttosto: per il suo essere in simbiosi con la pittura stessa - con la sua “idea” di pittura. Nella pittura di Maurizio L’Altrella, scrive Codogno, troviamo traccia profonda di una verità, persa nei secoli: “ Ecco perché l'artista attinge a piene mani da una certa iconografia tradizionale. Perché quelle immagini, liquidate talvolta come retoriche, o snobbate come “passatiste” per pregiudizio ideologico, sono invece eterne nel senso più luminoso del termine: attingono alla verità primigenia del sacro, a quella dimensione catartica e tellurica nella quale v’è continuamente mescolanza di opposti. Là dove, in una lingua che non è mai morta, l’uomo ritrova sé stesso, immutato nell’animo, nella sua essenza primigenia, che lo abita fin dall’origine del mondo”.

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