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Auto: aspettando l’idrogeno, l’elettrico non è l’unica via

Auto: aspettando l’idrogeno, l’elettrico non è l’unica via

ll terzo appuntamento virtuale di #FORUMAutoMotive

di Federico Marconi

ROMA - Il terzo appuntamento virtuale, da fine aprile, di #FORUMAutoMotive, evidenzia i limiti delle scelte di un Governo la cui componente più ideologica continua a essere orientata su un'unica tecnologia che vale il 2 per cento del mercato, dimenticando il restante 98 per cento. Ma i giochi restano ancora aperti.

LE TAPPE - Procede a tappe forzate la missione di #FORUMAutoMotive, alla ricerca delle risposte corrette per ridare vitalità al settore automotive, che rappresenta un comparto vitale per l’Italia, ma rischia non solo una mancata ripartenza: infatti, stando così le cose e senza un intervento forte e concreto da parte del Governo, all’orizzonte si prospetta un vero tracollo. Il terzo appuntamento dell’era virtuale è stato imperniato sul tema “Auto e sostenibilità, a lezione di mobilità “green””, con l’obiettivo di valutare quali possano essere le scelte attuabili per sfruttare quella che potrebbe essere un’opportunità, che non può essere sprecata con scelte tecnologiche cieche, senza tenere conto di soluzioni con tutte le carte in regola per combinare ripresa, mobilità, "pulizia" dell'aria e svecchiamento del parco circolante.

I LAVORI - Come di consueto i lavori sono stati aperti da Pierluigi Bonora, giornalista e promotore di #FORUMAutoMotive, nel ruolo di moderatore. «Il momento - ha sottolineato Bonora - è particolarmente delicato perché buona parte della politica dimostra di non capire l’importanza del settore. Pensare di sfruttare la situazione per una svolta epocale, puntando solo sull’elettrico, è pericoloso, senza dimenticare quelli che sono i rischi generati dalle polemiche sugli incentivi, che di fatto paralizzano la ripartenza». Una preoccupazione condivisa dagli ospiti in studio, a cominciare da Geronimo La Russa, presidente di Aci Milano e affezionato ospite di #FORUMAutoMotive, per il quale «serve una spinta decisa allo scopo di compensare le limitazioni di capacità del trasporto, non solo locale. Dobbiamo capire che bisogna guardare problema nella sua interezza; solo in questo modo si possono trarre benefici anche per l’ambiente».

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