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Bielorussia, Consiglio straordinario Unione: “L’Ue non accetta i risultati elettoriali”

Bielorussia, Consiglio straordinario Unione: “L’Ue non accetta i risultati elettoriali”

Nessuno spazio alle interpretazioni. Le autorità del Paese, nel frattempo, continuano a liberare i primi ostaggi

di Giacomo Zito

ROMA -  "L'Ue non accetta i risultati elettorali. Inizia il lavoro sulle sanzioni per i responsabili delle violenze e dei brogli". Non lasciano interpretazioni le parole dell’Alto rappresentante dell’Ue, Josep Borrell, alla fine del Consiglio straordinario dell’Unione europea in merito a quanto successo in Bielorussia. I racconti delle brutalità "dell’ultimo dittatore" d’Europa, Alexander Lukashenko, hanno convinto tutti i 27 dell’Ue, comprese Polonia e Ungheria, ad adottare nuove sanzioni. 

LA PRESA DI POSIZIONE - Si tratta di una presa di posizione forte, inusuale, quella dei ministri degli Esteri dell’Unione, che all’unanimità si sono espressi per procedere col lavoro per le sanzioni. Il lavoro sulle misure si concentrerà ora nel mettere insieme un elenco di persone da iscrivere in una black-list che prevede il congelamento dei beni ed il divieto dei viaggi nell’Unione, ri-utilizzando la cornice legale delle misure Ue revocate nel 2016, per i passi avanti allora dimostrati da Minsk nel rispetto dei diritti umani. 

LA BIELORUSSIA - Nel frattempo, le autorità bielorusse continuano a rilasciare centinaia di persone fermate in questi giorni, facendo registrare un cambio di strategia del regime, stretto non solo dalle minacce europee ma anche dai problemi interni, come il moltiplicarsi degli scioperi nelle fabbriche e dal ripudio dei militari, mentre nelle piazze del Paese, da Minsk a Grodno, l’onda lunga dei cortei pacifici si è ingrossata ancora.

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