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Bioplastiche tossiche come la plastica “normale”. Ecco cosa dice un nuovo studio

Bioplastiche tossiche come la plastica “normale”. Ecco cosa dice un nuovo studio

L’alternativa “green” conterrebbe gran parte delle sostanze chimiche presenti già nelle plastiche normali

di Stefania Abbondanza

ROMA - Le bioplastiche non sono così tanto “green” come ci si aspetta, anzi. Secondo un nuovo studio pubblicato su Environment International le bioplastiche possono rivelarsi tossiche, anche più delle varianti per così dire “normali”. Lisa Zimmermann, ricercatrice dell’Università Goethe di Francoforte sul Meno, autrice principale dello studio, spiega che durante le analisi i prodotti a base di cellulosa e amido (le plastiche biodegradabili) mostravano di poter contenere la maggior parte delle sostanze chimiche delle plastiche normali. In alcune particolari condizioni di laboratorio, inoltre, avrebbero anche innescato delle reazioni tossiche più forti delle plastiche comuni. “Tre su quattro di questi prodotti in plastica contengono sostanze che sappiamo essere pericolose in condizioni di laboratorio, le stesse della plastica convenzionale”, spiega Martin Wagner, un professore del Dipartimento di Biologia dell’Università Norvegese di Scienza e Tecnologia che ha partecipato allo studio.

LA TOSSICITA’ - Ma com'è che queste sostanze possono in effetti risultare tossiche all’ambiente? In due modi: direttamente per le cellule oppure agendo come “ormoni” e quindi disturbando l’equilibrio di alcune funzioni del corpo. Al momento, però, non è ancora del tutto chiaro come tutti i composti chimici agiscano nel corpo di un essere vivente, motivo per cui ancora non è ben definito il confine tra ciò che è “sicuro” e ciò che non lo è. Motivo per cui si prevede in futuro che vengano effettuati nuovi studi in merito.

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