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C’è vita su Venere? Ecco cosa dice un nuovo studio

C’è vita su Venere? Ecco cosa dice un nuovo studio

Trovate tracce di fosfina nelle nubi del pianeta, scoperta che è stata riportata in un articolo pubblicato dall’Inaf

di Silvia de Mari

ROMA - "Tre atomi d’idrogeno e uno di fosforo. Questi gli ingredienti della fosfina, la molecola che potrebbe cambiare per sempre la storia della vita nell’universo. La sua presenza nelle nubi di Venere - rivelata da osservazioni con il James Clerk Maxwell Telescope (Jcmt), alle Hawaii, e confermata da Alma, l’Atacama Large Millimeter/submillimeter Array - potrebbe infatti rappresentare la prima prova dell’esistenza di forme di vita aliena. Microbi extraterrestri. Se l’ipotesi sulla sua origine riportata oggi su Nature Astronomy troverà anch’essa conferma, saremmo davanti a una scoperta epocale". Una scoperta che è stata riportata in un articolo pubblicato dall’Inaf, l’Istituto nazionale di Astrofisica. Una scoperta che è partita da una semplice molecola, la fosfina, trovata in quantità al di fuori della norma nel giugno del 2017 tra le nubi che circondano il pianeta. In quella occasione, Jane Greaves, astrofisica alla Cardiff University (Regno Unito), ne scorse la firma spettroscopica - la riga a 1,123 mm di quella che i fisici chiamano transizione rotazionale 1-0 - nei dati acquisiti con il Jcmt, e rimase letteralmente scioccata. "Vedere i primi segnali della presenza di fosfina nello spettro di Venere è stato un colpo!", ricorda ora Greaves, a distanza di tre anni. Scioccata perché quella molecola, in quell'ambiente e a quella concentrazione - circa venti parti per miliardo - in realtà non sarebbe dovuta esserci. 

LA FOSFINA - Quando si parla della fosfina si parla di una sostanza altamente tossica per la quale gli scienziati conoscono, almeno qui sulla Terra, solo due possibili processi di produzione. Uno industriale, e uno biologico, dato che la fosfina può essere sintetizzata da batteri anaerobici. Parliamo di microbi che vivono in assenza di ossigeno, assorbono fosfato dai minerali o da materiale biologico, aggiungono l’idrogeno e infine espellono, appunto, fosfina. Ora, però, dato che non si conoscono industrie su Venere l’ipotesi più improbabile, anche se incredibile, è che nelle nubi acide di Venere siano all’opera microrganismi alieni. "Trovare la fosfina su Venere è stato un regalo del tutto inaspettato. È una scoperta che solleva molte domande, come per esempio sul modo in cui un qualsiasi organismo potrebbe sopravvivere", osserva un’altra delle autrici dello studio, Clara Sousa Silva del Massachusetts Institute of Technology. "Sulla Terra, alcuni microbi possono sopportare fino a circa il 5 per cento di acido nell’ambiente, ma le nubi di Venere sono fatte quasi interamente di acido".

UN’IPOTESI - "Ipotesi, - sottolinea l’articolo -. Se infatti è pressoché sicuro che la fosfina, nell’atmosfera di Venere, ci sia - e questo grazie alle successive verifiche compiute nel marzo del 2019 con 45 delle 66 antenne di Alma, il miglior strumento al mondo per questo tipo di osservazioni - non è altrettanto certo che non possa avere un’origine che ancora ci sfugge. Anzitutto va detto che concentrazioni piuttosto elevate di fosfina erano state già rinvenute altrove nel Sistema solare, in particolare nell’atmosfera di Giove e Saturno, seppure in condizioni di pressione e temperatura talmente estreme da essere del tutto improbabile incontrarle su un pianeta roccioso. Altri potenziali "agenti produttori" di fosfina potrebbero poi essere la luce solare, i fulmini o fenomeni geologici come i vulcani. Ma nessuno di questi sembrerebbe in grado di produrne una quantità anche solo lontanamente paragonabile a quella misurata dal Jcmt e da Alma. Ai microbi terrestri, al contrario, per riuscirci basterebbe funzionare ad appena il dieci per cento della loro produttività massima”.

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