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Carta dagli scarti alimentari: la scoperta di due ricercatrici italiane

Carta dagli scarti alimentari: la scoperta di due ricercatrici italiane

Il progetto – dal nome “Bi-Rex”, dall'unione di "biomasse" e "recycling" – ha già ottenuto un finanziamento da 30.000 euro

di Alessia Salmoni

ROMA - Sono due giovanissime studiose milanesi – Greta Colombo Dugoni (28 anni) e Monica Ferro (37 anni) – ad aver scoperto nei laboratori del Politecnico di Milano un modo alternativo per ricavare cellulosa, la materia prima di cui è composta la carta, dagli scarti alimentari. Un processo di economia circolare che permetterà di ottenere carta riciclata.

Il progetto – dal nome “Bi-Rex”, dall'unione di "biomasse" e "recycling" – ha già ottenuto un finanziamento da 30 mila euro grazie al Politecnico milanese ed è stato incluso tra i migliori progetti per la creazione di fonti alternative di materie prime dall’European Chemical Regions Network.

“Bi-Rex” mira ad ottenere carta a bassissimo impatto, senza deforestare e risparmiando sul costo di incenerimento dei materiali di scarto. Dai residui della lavorazione della birra, gusci di gambero e del riso, trattando la biomassa con solventi atossici, le ricercatrici hanno ricavato cellulosa per produrre carta.

Le brillanti studiose si impegnano per il rispetto dell’ambiente come hanno spiegato: «Ci interessa soprattutto produrre carta senza deforestare; sarebbe un segnale di cambiamento. Il PoliHub ci sta aiutando a sviluppare il business: ci stiamo lavorando da un anno e mezzo e lo stiamo sviluppando per passare a una scala industriale». L’obiettivo è quello di creare al più presto una start-up per replicare il processo su scala industriale.

Oggi che l’attenzione sui processi a “impatto zero” è diventata una priorità e visti i riconoscimenti che Greta e Monica hanno già ottenuto anche a livello internazionale, la scoperta  sembra poter avere la possibilità di fare la differenza nei processi produttivi, riducendo l’impatto ambientale degli stessi.

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