Shadow

Cronaca Diretta - Accendiamo l'Informazione

Shadow

Spettacolo

Come saranno i concerti nel post quarantena?

Come saranno i concerti nel post quarantena?

Hanno provato a rispondere gli organizzatori del MI AMI e il portale rockit.it con un’indagine

di Giacomo Zito

ROMA - Cosa cambierà all’indomani della fine del lockdown per tutti gli eventi di intrattenimento? Cosa si aspettano e quali desideri hanno gli utenti? A queste e altre domande hanno provato a Dre risposta gli organizzatori del MI AMI (festival attualmente posticipato a settembre) e il portale Rockit.it, che hanno lanciato un’indagine anonima su come vengono percepiti i concerti in futuro. 

IL SONDAGGIO - A partecipare al questionario sono state oltre 15mila persone, una risposta che Carlo Pastore, direttore artistico del MI AMI, considera «strabiliante». Delle risposte pervenute circa il 70% proviene da under 35, molti dei quali si sono dichiarati abituali frequentatori di concerti. «Nonostante il Governo non abbia detto nulla il 75% del campione è convinto che non si tornerà a vedere i live prima del 2021. Quasi tutti han capito che per il 2020 è finita. Inoltre 1 su 3 vuole uscire di casa e tornare a partecipare agli eventi il prima possibile, soltanto il 2,3% ha dichiarato che non si sentirà mai più a suo agio ad un concerto. La psicosi non ha intaccato la voglia di assembramento».

LO STREAMING - La voglia di tornare ai concerti live non viene, dunque, appagata dalle visualizzazioni degli eventi in streaming. Per ora solo l’1,6% degli intervistati si considererebbe disposto a pagare per uno streaming, a causa dell’abitudine di considerare ciò che è online come gratuito. 

LA SICUREZZA - Un dato interessante riguarda la necessità di sentirsi al sicuro durante un evento in cui, per necessità di cose, comporterebbe degli assembramenti. Secondo il sondaggio una persona su 4 rifiuta le misure di protezione individuale: «È una risposta molto interessante, indicativa del fatto che ci sia una larga fetta, poi abbiamo scoperto essere soprattutto i più giovani  —continua Pastore — che non accetta di andare ai concerti con protezioni così invasive, che reclama il diritto di vivere i concerti come nel mondo di prima».

data-ad-format="auto">
Scrivi il tuo commentoScrivi il tuo commento

Altre Notizie

Indietro
Avanti
data-ad-format="auto">
data-ad-format="auto">

Editoriale

Calcio, dal barcone al pallone: il razzismo a convenienza 13 luglio 2020 10:02

Calcio, dal barcone al pallone: il razzismo a convenienza

Lo straniero, secondo una diffusa mentalità, è da denigrare solo quando è avversario

ROMA - La coerenza, ce ne stiamo accorgendo, non è cosa di questi tempi. Ciò che oggi sosteniamo strenuamente, domani condanniamo in maniera forte e convinta; senza che questa sia...

Leggi l'Editoriale Leggi l'Editoriale

Dalle nostre pagine Social

Spazio Pubblicitario

Il Sondaggio

Covid-19: siete preoccupati per una possibile seconda ondata del virus in Italia?

Risultati