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Tecnologia

Con la tecnologia 'bidule' addio alle cabine per gli interpreti

Un sistema che ha consentito di gestire al meglio ogni sorta di esigenza

di Federico Marconi

MILANO - Grandi novità nel mondo dell’interpretariato. Fino ad ieri la scelta più gettonata per i servizi di interpretariato e traduzione in simultanea ricadeva sull’installazione di impianti fissi, come la cabina degli interpreti. Un sistema che ha consentito di gestire al meglio ogni sorta di esigenza, dalle situazioni in cui era necessario un interpretariato in diverse lingue agli interventi rivolti a un pubblico molto vasto, l’interprete in cabina insonorizzata con cuffie e microfono non ha mai deluso le aspettative dei clienti né quelle dei partecipanti.

VECCHIO METODO - Un metodo risultato sempre efficace quindi, ma impegnativo e ingombrante però, che sta per essere spazzato via dalle nuove tecnologie. Oltre a richiedere spazi adeguati che non sempre sono disponibili, il vecchio sistema richiede infatti anche una dotazione molto complessa e un lavoro di allestimento prima, e smontaggio poi, delle apparecchiature. E il tutto si traduce inevitabilmente in maggiore sforzo organizzativo, tempi più lunghi e costi sostenuti.

IL COMMENTO - «Assolutamente no. Perché oggi, infatti, grazie ai nuovi sistemi bidule c’è la possibilità di coniugare professionalità e versatilità, qualità e semplicità» dicono da Landoor, società di traduzioni con alle spalle trent’anni di esperienza in servizi di interpretariato in ambito medico-scientifico, tecnico e moda. Sfruttando questa nuova tecnologia, il budget o gli spazi a disposizione non costituiranno più un impedimento per una traduzione affidabile ed efficace, evitando di perdere importanti informazioni dal discorso dell’oratore. Per utilizzare questo sistema è sufficiente sintonizzare sulla stessa frequenza microfono e ricevitori, e il gioco è fatto: la traduzione sarà trasmessa agli ascoltatori in modo chiaro e immediato, senza il ricorso ad apparecchiature costose e invasive.

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