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Conte: «Gravissimo mettere in dubbio mia imparzialità»

Il premier Giuseppe Conte, a margine della visita a Borbona (Rieti) nelle zone terremotate

di Claudio Carassiti

RIETI - Il premier Giuseppe Conte, a margine della visita a Borbona (Rieti) nelle zone terremotate, ha detto: «Il presidente del Consiglio sin dall'inizio, fin da quando è iniziata la competizione elettorale, non si è lasciato coinvolgere, sono rimasto sempre al di fuori della dialettica. Non trovererte mai una mia dichiarazione o posizione a favore di dell'una o dell'altre parte politica coinvolte. Ora, in questo ultimo rush finale, vedo che la vis polemica e le reazioni emotive divetano più intense e accese. Attenzione, lo dico a tutti e a tutte le forze politiche che sostengono questa esperienza di governo: fino a quando c'è dialettica è comprensibile, ma quando si trascende fino comprendere il presidente del Consiglio e mettermi in dubbio l'imparzialità non è una cosa grave ma diventa gravissima».

IL COMMENTO - «C'è una grammatica costituzionale, noi dobbiamo fidarci, siamo il governo del cambiamento che rifugge le opacità della vecchia politica. Se si mette in discussione l'operato del presidente del Consiglio - ha aggiunto - si mette in discussione anche l'azione di governo e allora bisgna farlo con percorsi chiari e trasparenti. Le sedi ufficiali sono il Consiglio dei ministri e in prospettiva il Parlamento. Non possiamo accettare allusioni, ininuazioni affidate alla stampa o a una mezza intervista, bisogna affrontarlo in modo molto chiaro. La grammatica costituzionale chiede che chi lo faccia si assuma conseguentemente la responsabilità. Non si può dare la piena fiducia nell'operato del presidnete del Consiglio e pochi giorni dopo metterne in discussione l'operato e l'imparzialità».

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