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Cop25, mancato l'accordo per la regolamentazione del mercato del carbonio

Cop25, mancato l'accordo per la regolamentazione del mercato del carbonio

Delusione tra gli attivisti ambientalisti, ora bisognerà aspettare la Cop26 a Bonn, Germania

di Giacomo Zito

ROMA - Concluso con un nulla di fatto il vertice sull'ambiente Cop25, tenutosi a Madrid dal 2 al 15 dicembre. Si cercava di trovare una quadra sull'articolo 6 dell'Accordo di Parigi, pe rla regolamentazione del mercato del carbonio, uno tra i nodi più difficili da sciogliere. 

LA REAZIONE - «Sembra che la Cop25 di Madrid stia fallendo. La scienza è chiara, ma la si sta ignorando. Qualunque cosa accada non ci arrenderemo mai. Abbiamo solo appena iniziato». Così risponde su Twitter l'attivista Greta Thunberg in merito all'esito della Conferenza mondiale dell'Onu sui cambiamenti climatici. 

LA COP25 - Il vertice, quindi, si è concluso con il mancato raggiungimento di un accordo su uno dei temi centrali. Nonostante, con i due giorni in più di lavori, sia stato il vertice più lungo dalla sua creazione, non è stato possibile trovare un accordo. Al vertice hanno partecipato i 196 Paesi dell'Onu e l'Unione Europea. 

LE VITTORIE - A uscire con un sorriso da queste due settimane di lavori i Paesi più vulnerabili ai cambiamenti climatici, tra cui quelli che, con l'innalzamento delle acque, potrebbero scomparire. Si è stabilito, infatti, una maggiore attenzione ai livello di innalzamento delle acque e un maggiore controllo sulle emissioni di gas serra. Sono loro, secondo Greenpeace, i Paesi che ancora tengono vivi gli accrodi di Parigi. Ma, si sa, la necessità, spesso, fa virtù.

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