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Coronavirus, il grido d'allarme dell'Unione Teatri di Roma

Coronavirus, il grido d'allarme dell'Unione Teatri di Roma

Un comunicato con le richieste del settore per ripartire al meglio dopo l'emergenza

di Silvia de Mari

ROMA - L’Unione Teatri di Roma lancia il proprio grido d’allarme attraverso un comunicato diretto al Comune di Roma perché si mostri per garantire il ritorno in sicurezza dell’offerta culturale capitolina.

L’APPELLO - «L’unica notizia che ci giunge - si legge nel comunicato - riguarda l’appello che il nostro vicesindaco e Assessore alla "Crescita Culturale" Luca Bergamo ha rivolto al Governo insieme ad altri suoi omologhi. Senza voler esprimersi sull’opportunità che un rappresentante della formazione in forza al governo scelga di rivolgere una petizione ai propri componenti di partito, è evidente che alla petizione non è seguito nessun cenno, di alcun genere, sull’atteggiamento e le azioni che gli amministratori del Comune di Roma intendono assumere per far fronte all’emergenza e per la ripartenza».

LE RISPOSTE - L’UTR attacca l’amministrazione dichiarando di non aver ricevuto, al momento, alcuna risposta ai solleciti inviati affinché si organizzi un’azione «tesa ad affrontare l’emergenza seguita da una altrettanto necessaria organizzazione per la ripresa. Siamo in attesa - continua il comunicato - di segnali di intervento e siamo disponibili a un confronto che riteniamo necessario per affrontare un’emergenza che diventa sempre più impellente, ma anche per evitare misure che, sebbene potrebbero aver efficacia in altri settori, si possano trasformare in ostacolo e compromettano il percorso di ripartenza per lo spettacolo dal vivo».

I NUMERI - «In questo periodo, nella sola città di Roma, l’esercizio teatrale registra e prevede circa 1.150.000  spettatori e 24.000.000 di euro perduti per i soli mesi di marzo, aprile e maggio - si legge nel documento - con una ricaduta disastrosa sul nostro settore e tutti i suoi addetti, diretti e indotti, che pure svolgono un compito fondamentale per la vita sociale e il progresso di tutto il Paese».

CALL TO ACTION - Secondo l’UTR, quindi, è necessario iniziare subito a lavorare affinché venga superata l’emergenza così che «lo spettacolo dal vivo torni a svolgere la funzione di presidio socio–culturale, unico nella forza e nel valore che i teatri hanno per le comunità dove operano, e anche tornare a svolgere la funzione di luoghi di svago ed intrattenimento». La richiesta è quella di indicare «delle misure da mettere in atto e un immediato confronto costruttivo, l’istituzione di un Fondo speciale per lo Spettacolo a tutela di tutto il comparto e i suoi lavoratori e il 100% di contributo ai vincitori di bandi culturali fino alla primavera 2021 (votato all'unanimità in consiglio comunale), oltre alla sospensione delle IMU-TARI-TASI-TOSAP-ICP e CIMP, la costituzione di un fondo per rimborsare quota affitti dei teatri privati, la costituzione di un fondo per rimborsare quota affitti da contratti con privati di spazi adibiti ad attività culturali (scuole di danza, musica e altri) chiusi, la convenzione con banche per credito agevolato e con garanzia pubblica ai vincitori di bandi culturali  e l’abbattimento della burocrazia per l’accesso al credito e l’accesso/rendicontazione dei bandi.

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