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Coronavirus, la pandemia che ci ha insegnato la convivenza

Coronavirus, la pandemia che ci ha insegnato la convivenza

Dal 9 marzo 2020 l’Italia è in una quarantena forzata per contenere l’ondata del virus, ma qualcosa di buono (forse) c’è

di Matteo Spinelli

ROMA - Quando ne sentivamo parlare, a novembre e dicembre 2019, mentre attraversava e metteva in ginocchio la Cina, il coronavirus ci sembrava solamente una delle tante problematiche estere. Seria e mostruosa, ma comunque lontana dal nostro Paese. Il tempo, però, ci ha portato a ricrederci. Da fine febbraio, infatti, la pandemia da covid-19 ha colpito anche l’Italia, prima gradualmente – andando a stravolgere la quotidianità di Lombardia e Veneto, su tutte – per poi costringere il Governo a misure drastiche. Da circa un mese, infatti, il Belpaese si trova in quarantena forzata, come deciso dal DPCM del 9 marzo 2020.

Una decisione sicuramente dura, ma al contempo necessaria per arginare i contagi. Molte, finora, sono state le vittime, altrettanti gli ammalati e, in via definitiva, il coronavirus ha radicalmente cambiato le nostre quotidianità. Si esce di casa raramente e solo per urgenze di prima necessità come la spesa o la visita a parenti infermi. Gli uffici e tutti coloro che ne hanno la possibilità hanno sviluppato o incrementato lo smart working, mentre, a livello didattico, scuole ed università si stanno avvalendo dell’innovativo sistema di e-learning.

Eppure, nonostante la quotidianità non sia più la stessa e le ripercussioni sono e saranno pesanti, almeno un qualcosa di buono questo momento ce lo sta lasciando. Come dimostrano le molte testimonianze diffuse a mezzo social (ormai la voce del nuovo millennio), il restare tutti in casa sta facendo riscoprire alcuni valori ed azioni che erano, via via, scemate con il tempo. La convivialità, spesso persa per via di giornate sempre più frenetiche, è tornata a farla da padrona in molti casi; le famiglie, infatti, sembrano molto più dialoganti e collaborative. In alcuni casi, addirittura, si è tornati a cucinare in maniera più “casareccia” pasta e pane! Al tempo stesso – anche se alcuni sembrano ancora non averlo capito – la quarantena ci sta portando a rispettare maggiormente le regole. Che sia il rimanere in casa o, cosa più importante, non dimenticarci di accedere in maniera civile ed ordinata nei vari negozi rimasti aperti.

Oltre ai rapporti interpersonali, ci sono stati aspetti positivi anche dal punto di vista ambientale. Le poche automobili che circolano stanno consentendo un abbassamento del livello di inquinamento delle città e, al contempo, anche i mezzi pubblici ne stanno giovando. A dimostrazione di ciò, non è raro (ultimamente) vedere sempre più animali riappropriarsi dei loro territori, come accaduto nel porto di Cagliari con la presenza di alcuni delfini.

La speranza, in attesa che la situazione mondiale legata all’emergenza coronavirus venga risolta, è che questi giorni ci abbiano quantomeno insegnato e lasciato qualcosa. Qualcosa da preservare e condividere per il futuro: la concezione che con collaborazione, rispetto delle regole e gentilezza reciproca si possa affrontare e superare ogni circostanza. Ci riusciremo? Lo sapremo (si spera) presto.

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