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Coronavirus: le misure di contenimento adottate nel Regno Unito

Coronavirus: le misure di contenimento adottate nel Regno Unito

Mentre il premier è in quarantena perché risultato positivo al test

di Giacomo Zito

LONDRA - Il premier britannico Boris Johnson è risultato positivo al test per il nuovo coronavirus, anche lui vittima della pandemia causata dal virus Covid-19. Nel mentre, il Regno Unito sta conoscendo un aumento esponenziale dei casi, simile a quello che è stato registrato in Italia due settimane fa. Ma quali sono le misure adottate dal governo finora per arginare la pandemia?

IL “GREGGE” - Allo scoppio del contagio nel Regno Unito, il governo rispose blandamente, proponendo di adottare una procedura basata sulla teoria dell’immunità di gregge. Secondo tale teoria, per superare il contagio basterebbe fare in modo che i più giovani si passino il virus affinché possano, successivamente, sviluppare gli anticorpi. Così, proteggendo le fasce più fragili della popolazione, come anziani o immunodepressi, si potrebbe superare il contagio, rendendo il “gregge” immune. Questa teoria, seppur molto seguita dalla comunità scientifica, è stata ben presto soppiantata dalla realtà dei fatti. A oggi, infatti, il Regno Unito ha deciso di adottare misure di quarantena molto simili a quelle italiane e spagnole, seppur più blande.

LE MISURE - Per ora nel Regno Unito è possibile uscire di casa per necessità varie come andare a fare la spesa o andare dal medico. Si può anche fare esercizio fisico, una volta al giorno, ma sempre da soli, o con le persone con cui si convive. Sono vietati gli assembramenti e, come in Italia, sono stati chiusi gli esercizi commerciali non essenziali. Ora bisognerà vedere se, con il contagio del premier e l’aggravamento continuo del numero di malati, il governo non decida di adottare misure ancora più severe.

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