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Coronavirus, obbligato a scendere per tampone dopo autodenuncia al capotreno

Coronavirus, obbligato a scendere per tampone dopo autodenuncia al capotreno

L'uomo si era autodenunciato dopo aver scoperto di aver passato del tempo con una sua congiunta risultata positiva al tampone

di Stefania Abbondanza

NAPOLI - E’ dovuto scendere a Napoli su decisione del capotreno il congiunto di una dottoressa di Fiumefreddo Bruzio (Cosenza). La donna lavora nel Lazio ma era tornata lo nel suo paese natale per trascorrere del tempo in famiglia per poi rientrare in servizio lo scorso 30 giugno. Fatto il tampone, aveva scoperto di essere positiva al nuovo coronavirus. Il congiunto, che l’aveva accompagnata durante il viaggio di ritorno nel Lazio, dovendo tornare a Fiumefreddo Bruzio si è autodenunciato al capotreno affermando di essere stato a contatto con una donna risultata positiva al virus. Il capotreno, quindi, ha scelto di far scendere l’uomo a Napoli per fargli effettuare il tampone. E’ stata anche avvertita la task force dell’Asp di Cosenza che sta ricostruendo la catena di contatti con cui si è incontrata la dottoressa.

 

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