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COVID-19, cellule staminali tra i trattamenti più promettenti

COVID-19, cellule staminali tra i trattamenti più promettenti

Con oltre 200 casi già trattati a Wuhan, Bioscience Institute ha aperto la strada all'uso compassionevole delle infusioni in vena

di Federico Marconi

SAN MARINO – Le terapie a base di cellule staminali si stanno facendo largo fra le possibili strategie per trattare il COVID-19. Il loro impiego sembra essere particolarmente efficace nei pazienti gravi, come dimostrato da uno studio condotto allo YouAn Hospital di Pechino recentemente pubblicato sulla rivista peer-reviewed Aging and Disease, e come emerso dalla recente conferenza stampa cui ha partecipato Sun Yanrong, vicedirettore del China National Center for Biotechnology Development del Ministero della Scienza e della Tecnologia cinese.

IL LAVORO - Bioscience Institute, azienda leader nell'isolamento, espansione e crioconservazione delle cellule staminali, aveva già dato notizia dei risultati dello studio condotto a Pechino sulla malattia associata all'infezione da nuovo coronavirus (SARS-CoV-2) quando erano stati anticipati prima della recente  pubblicazione. Ora i suoi autori confermano sulle pagine di Aging and Disease che «il trapianto in vena di MSC [cellule staminali mesenchimali, ndr] è risultato sicuro ed efficace nei pazienti con polmonite COVID-19, soprattutto nei pazienti in condizioni gravi critiche». E secondo Sun Yanrong, a Wuhan (la città più colpita dal coronavirus in Cina) i trattamenti a base di cellule staminali sono già stati utilizzati in oltre 200 casi.

IL TRATTAMENTO - L'efficacia del trattamento con cellule staminali dipende dalla loro capacità di modulare l'attività del sistema immunitario. In particolare, come emerso dallo studio pubblicato su Aging and Disease, le MSC aiuterebbero a contrastare la cosiddetta tempesta di citochine, ossia l'attivazione incontrollata della risposta immunitaria che porta all'aumento di mediatori dell'infiammazione (le citochine).Durante una tempesta di citochine il sistema immunitario va in sovraccarico, esponendo tessuti e organi a danni spesso fatali. La sindrome da distress respiratorio acuto (ARDS, Acute Respiratory Distress Syndrome) è un segnale comune di tempesta di citochine. Nei pazienti con COVID-19 corrisponde alla grave carenza di ossigeno che rende necessaria la ventilazione meccanica.La tempesta di citochine sembra essere un buon bersaglio per il trattamento dei casi gravi di COVID-19. Anche altri farmaci, come l'ormai noto tocilizumab, agiscono su questo fenomeno. Proprio il tocilizumab è già stato approvato sia in Cina sia negli Stati Uniti nel trattamento di forme gravi di COVID-19; in Italia è utilizzato nell'ambito di studi clinici.

OLTRE LA CINA - Anche i trattamenti a base di cellule staminali hanno già varcato i confini della Cina. Pochi giorni prima della conferenza stampa cui ha partecipato Sun Yanrong, negli Stati Uniti la Food and Drug Administration (FDA) ha aperto la strada all'uso compassionevole di infusioni in vena di MSC in pazienti con ARDS e prognosi infausta. «Sono molti gli studi clinici che hanno valutato, o valuteranno, le proprietà immunomodulanti e antinfiammatorie delle MSC», sottolinea Giuseppe Mucci, CEO di Bioscience Institute. «Le citochine sono importanti mediatori del processo infiammatorio, e si ritiene che le cellule staminali mesenchimali regolino la loro produzione. In particolare, sembra che siano coinvolte nell'inibizione delle citochine proinfiammatorie e nell'attivazione di quelle antinfiammatorie. Il loro uso è sicuro, e studi in coorti di pazienti più ampie confermeranno i loro benefici».

CALL TO ACTION - Bioscience Institute è pronta a contribuire a fornire questa conferma. «Stiamo lavorando a un protocollo per un trattamento a base di cellule staminali mesenchimali isolate ed espanse presso le nostre facility. Con la nostra pluriennale esperienza nel campo dell'isolamento, dell'espansione e della crioconservazione delle cellule staminali, i laboratori di Bioscience Institute sono fra i più avanzati al mondo».L'uso compassionevole delle staminali mesenchimali approvato dalla FDA utilizzerà cellule da donatore. Tuttavia, chiunque può mettere da parte una scorta delle proprie MSC. «Possiamo ottenerle facilmente da diversi tessuti, ma il grasso è considerato la migliore fonte in assoluto», spiega Mucci. «Per ottenerne l'enorme quantità richiesta per il trattamento del COVID-19 è fondamentale moltiplicarle in laboratorio. Per questo non basta affidarsi a una biobanca: solo una cell factory come Bioscience Institute può garantire la conservazione di una quantità di staminali mesenchimali sufficienti per un trattamento di questo tipo»

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