Shadow

Cronaca Diretta - Accendiamo l'Informazione

Shadow

Cronaca

Covid-19: "Necessario supportare i lavoratori in smart working"

Covid-19: "Necessario supportare i lavoratori in smart working"

I lavoratori autonomi sono stati i più penalizzati dall’epidemia, in particolare chi lavora nel settore dello spettacolo

di Maria Chiara Fantauzzi

ROMA – L’arrivo inaspettato e repentino del Coronavirus, come più volte osservato, ha portato ciascuno di noi a definire nuove routine e nuovi assetti nella propria vita quotidiana, e l’organizzazione del lavoro è uno dei settori che più di tutti ha risentito dei nuovi cambiamenti. Sebbene una buona parte dei settori sia riuscita a organizzarsi con varie forme di lavoro a distanza, è anche vero che molte attività considerate “periferiche” nel mercato del lavoro hanno subito gravi perdite dal punto di vista economico. Ci sono stati molti licenziamenti e mancati rinnovi dei contratti a termine, mentre molti lavoratori hanno dovuto utilizzare ferie e congedi per ammortizzare il periodo di pausa lavorativa. Sembra inoltre che il 16% dei lavoratori siano occupati in settori che sono a rischio chiusura.

GLI AUTONOMI - I lavoratori autonomi sono stati i più penalizzati dall’epidemia, in particolare chi lavora nel settore dello spettacolo, della cultura, del turismo e dello sport. Coloro che invece sono riusciti a riadattare il proprio lavoro alle nuove disposizioni, attraverso forme di Smart Working, hanno comunque vissuto una serie di problematiche legate alla salute, alla privacy e alla gestione dei propri ritmi quotidiani. Sebbene il lavoro da casa abbia portato numerosi vantaggi, come la riduzione dei tempi e dei costi del pendolarismo, la riduzione delle assenze, il maggiore rispetto delle scadenze, l’aumento dell’autonomia lavorativa, la riduzione dei costi aziendali, una maggiore flessibilità di orari e di spazi, non mancano gli aspetti negativi legati alla nuova condizione.

FLESSIBILI - È proprio la maggiore flessibilità di orari che ha portato a delle conseguenze negative sulla vita delle persone: stare a casa anche per lavoro ha favorito una condizione di connessione perenne. In molti casi è risultato difficile riuscire a fare una netta distinzione fra le ore dedicate al lavoro e quelle per il tempo libero, i confini fra la vita personale e quella lavorativa si sono assottigliati. Alcune analisi statistiche hanno rilevato come questo nuovo assetto lavorativo tenda a diminuire lo spazio fisico e psicologico tra vita privata e vita lavorativa.

data-ad-format="auto">
Scrivi il tuo commentoScrivi il tuo commento

Altre Notizie

Indietro
Avanti
data-ad-format="auto">
data-ad-format="auto">

Eventi

Editoriale

Diego, l’artista che ha fatto male solo a sé stesso 30 novembre 2020 10:01

Diego, l’artista che ha fatto male solo a sé stesso

Maradona era (è!) un genio e come tale avrà sempre chi lo denigrerà, ma la verità sta altrove

ROMA - Quando per tutta una vita hai fatto parlare di te – nel bene o nel male – è difficile smettere. Quando sei stato un autentico modello da seguire per quello che riuscivi a...

Leggi l'Editoriale Leggi l'Editoriale

Dalle nostre pagine Social

Spazio Pubblicitario

Il Sondaggio

Governo Draghi, c’è la fiducia del Parlamento: è la scelta giusta?

Risultati