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Covid, un anno da Wuhan: Cina ed Italia guardano insieme al 2021

Covid, un anno da Wuhan: Cina ed Italia guardano insieme al 2021

Una fratellanza che è divenuta ancora più salda durante l’anno pandemico

di Vanessa Bellonio

ROMA - “Chi non aiuta l'amico nel bisogno, quando si troverà nel bisogno non avrà chi l’aiuti”. Questa frase di Matteo Ricci, il primo dei “grandi” italiani nel Celeste Impero racchiude ancora oggi il rapporto di amicizia tra Cina ed Italia. Una fratellanza che è divenuta ancora più salda durante l’anno pandemico.

Nonostante le avversità, il 2020 ha rappresentato per entrambi i paesi un importante traguardo. Roma e Pechino hanno difatti celebrato i 50 anni delle relazioni diplomatiche, senza contare che il forum di apertura dell’Anno della Cultura e del Turismo Italia-Cina 2020, lo scorso gennaio, avrebbe dovuto segnare l’inizio di una serie di eventi ediniziative di promozione culturale a coronamento di un rapporto di amicizia longevo e promettente. Tuttavia la comparsa del Covid-19 ha determinato un improvviso cambio di programma. I festeggiamenti sono stati quindi rimandati, ma durante tutti i dodici mesi passati, entrambe le parti hanno trovato una finestra di dialogo per rilanciare e rafforzare il proprio legame.

D’altronde, Cina ed Italia sono “amici” naturali. Non solo condividono una storia millenaria, ma nel tempo ambo le parti, camminando proprio sulle orme dei Matteo Ricci o Marco Polo lungo la Via della Seta, hanno saputo tessere un legame onnicomprensivo. Non solo di natura economica. Tutti in Italia ricordano le dure immagini dei primi lockdown in Cina e del diffondersi del virus sul territorio cinese: a queste immagini sono immediatamente seguite numerose campagne di solidarietà e sostegno rivolte proprio alla Cina in piena emergenza.

Tra queste, l’iniziativa dell’Istituto Confucio dell’Università di Torino, che a gennaio 2020 ha lanciato a supporto della Cina la campagna “Isoliamo il virus, ma non la solidarietà”, stabilendo un contatto con la Croce Rossa di Wuhan per l’invio di dotazioni di materiale sanitario. E proprio perché gli amici si vedono nel momento del bisogno, quando fu l’Italia ad essere il primo paese europeo duramente colpito dal virus Pechino non ha esitato a ricambiare il favore. Tra gli esempi più rappresentativi degli aiuti messi in campo dalla Cina per l’Italia, vale la pena di ricordare il ponte aereo attivato nel mese di marzo dal China-Italy Philanthropy Forum insieme con l’Università di Torino e la Fondazione CRT, per il trasporto di materiale medico-sanitario urgente donato dalle fondazioni cinesi.

La pandemia ha così avviato e ampliato le possibilità di cooperazione tecnologico-sanitaria tra la Cina e l’Italia, già in atto prima della diffusione del virus. A novembre 2019 fu firmato infatti il Programma di attuazione del piano di azione per gli anni 2019-2021 sulla cooperazione sanitaria bilaterale. Risale poi a marzo 2020 il “Piano d’Azione verso il 2025”, indirizzato a industrie, università e centri di ricerca e incentrato sulla collaborazione scientifica e tecnologica in vari settori tra cui le scienze della vita e della salute.

Fondamentale nel prossimo futuro sarà il rilancio dell’economia mondiale. Anche in questo frangente la Cina potrà svolgere un ruolo chiave. Pechino è l’unica grande economia del mondo ad aver concluso il 2020 con un bilancio di crescita più che positivo: facile dunque supporre che Dragone possa fare da volano anche a tutti quei paesi coinvolti nella Belt and Road Initiave (BRI). A tale proposito, il Memorandum of Understanding (MoU) firmato tra Cina e Italia nell’ambito della BRI nel marzo 2019 fornisce un esempio di efficace schema di cooperazione che potrà contribuire in modo importante alla ricostruzione economica e sociale post-pandemia e che potrà fungere da esempio anche per le altre diplomazie. Se Confucio una volta disse che “l’importante non è andare piano, ma il non fermarsi”, negli ultimi 50 anni Roma e Pechino hanno infatti saputo costruire progetti di scambio culturale e di collaborazione in momenti di prosperità, ma anche affrontare situazioni di difficoltà supportandosi reciprocamente.

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