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Cura del dolore, Legge 38/10 dieci anni dopo: una legge di civiltà per una rete di qualità

Cura del dolore, Legge 38/10 dieci anni dopo: una legge di civiltà per una rete di qualità

Sabato 24 ottobre l'evento speciale in diretta streaming dal Palacongressi di Rimini con Livia Turco, Maria Pia Garavaglia, Lucio Roman

di Alessia Salmoni

RIMINI - Nel mese dedicato a Cento città contro il dolore, l’iniziativa della Fondazione ISAL volta a sensibilizzare e informare i cittadini sul tema del dolore cronico, sabato 24 ottobre (ore 17, diretta streaming dal Palazzo dei congressi di Rimini) è in programma un appuntamento speciale dedicato ai dieci anni della legge 38/2010.

LA LEGGE - La legge, dal titolo Disposizioni per garantire l'accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore, disciplina il diritto alla cura delle persone affette da uno stato di dolore cronico e ha segnato uno spartiacque fondamentale nell'organizzazione della cura del dolore in Italia: una legge di grande valore civico che esprime il diritto per ogni cittadino di avere accesso a una cura personalizzata per il suo dolore. “Si trattò di una visione non solo etica ma scientifica – afferma William Raffaeli, Presidente della Fondazione ISAL - che riconosce il dolore quale condizione di malattia che influisce sulla salute delle persone e ne condiziona la vita, il lavoro, le relazioni sociali. Una legge quindi avanzatissima per il suo tempo, prima al mondo a garantire l’accesso alle cure per il dolore, che è frutto della determinazione e passione con cui i medici da fine anni ottanta si sono dedicati allo studio della materia, e della sensibilità di una classe politica che ne ha compreso il valore e condiviso i principi”.

LA FONDAZIONE ISAL - Sono circa 13 milioni nel nostro Paese le persone che soffrono di dolore cronico e la Fondazione ISAL, realtà con sede a Rimini, è nata nel 1993 come Istituto di formazione e ricerca in Scienze Algologiche proprio con lo scopo di promuovere la formazione medica, la ricerca su questa patologia e il sostegno alle persone che ne sono affette.

IL PROSSIMO APPUNTAMENTO - L’appuntamento del 24 ottobre vuole essere un momento di confronto e approfondimento, con ospiti e collegamenti esterni, con interventi provenienti dal mondo medico e delle istituzioni, sui risultati di questa legge fondamentale e sulla necessità di un suo aggiornamento. La trasmissione potrà essere seguita in streaming sui canali della Fondazione (sito web www.fondazioneisal.it, YouTube e Facebook) e in diretta su Icaro Tv (canale 91 del digitale terrestre).

GLI OSPITI - Tra gli ospiti in collegamento ci saranno Maria Pia Garavaglia, Vice presidente del Comitato nazionale di bioetica Presidenza del Consiglio dei Ministri (già Ministro della Salute 1993-1994), Livia Turco, Presidente Fondazione Nilde Iotti (già Ministro della Salute 2006-2008), Lucio Romano, Comitato nazionale per la bioetica Presidenza del Consiglio dei Ministri, Giuliano De Carolis, Presidente nazionale Federdolore SICD, Maria Antonietta Stazi e Virgilia Toccaceli, Istituto Superiore di Sanità, Antonello Bonci, Direttore Istituto GIA (Global Institute Addiction – Miami, USA) e coordinatore ricerca Fondazione ISAL. Tra contributi video e collegamenti da tutta Italia con i protagonisti e i volontari della rete Cento città contro il dolore, saranno invece presenti in studio testimoni della battaglia quotidiana contro questa patologia come Serena Banzato, maratoneta con una storia incredibile da raccontare. Presenta Monia Angeli.

COSA FARE IN FUTURO - “Molti passi sono stati fatti, ma molti altri sono da fare – prosegue Raffaeli – e crediamo che sia venuto il tempo di uno slancio di coraggio nel prevedere una reale capacità di offrire competenze multi-interdisciplinari che sappiano colloquiare anche mediante l’uso delle nuove tecnologie a vantaggio dei cittadini: un concetto di continuità ospedale–territorio che attende ancora di essere realizzato e che lascia troppo spesso persone affette da gravi malattie degenerative o oncologiche in sofferenza e in difficoltà. La richiesta che avanziamo quindi, in questo anniversario di una legge illuminata ed illuminante, è che si riprenda il cammino per darle nuovo slancio, analizzando criticamente il concetto di continuità di cura nelle malattie croniche. In tutto il mondo il 5-8% delle malattie con dolore cronico risultano incurabili e condizionano drammaticamente la vita delle persone”.

IL VALORE DELL'INIZIATIVA - La Giornata Cento città contro il dolore dal 2016, per il quinto anno consecutivo, ha ricevuto la Medaglia del Presidente della Repubblica come riconoscimento del valore pubblico dell’iniziativa, ha il patrocinio, tra gli altri, del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali e della Camera dei Deputati, oltre a quello della Conferenza Regioni e Province Autonome, di ANCI e Federsanità. In questi anni la Fondazione ha avuto inoltre testimonial e ambasciatori come Alex Zanardi, Teresa De Sio, Gabriele Cirilli, Alessandro De Angelis, Franz Di Cioccio, Michele Pittacolo, Fabio De Luigi: gli ultimi due accompagnano la promozione delle attività anche in questa edizione.

CRESCONO LE REALTA' - Dalla prima edizione a oggi il numero delle realtà che partecipano a Cento città contro il dolore è enormemente cresciuto costituendo una rete di solidarietà e di alleanza che testimonia la volontà e la necessità di far fronte a una problematica così diffusa. Cento città contro il dolore ha anche una sua versione on line grazie alla campagna #zeropain20 con cui si invitano le persone alla testimonianza e alla raccolta fondi: tutte le donazioni fatte attraverso i canali ufficiali sono destinate a finanziare i progetti di ricerca promossi dalla Fondazione.

LA STORIA DELLA FONDAZIONE - Isal nasce nel 1993 come Istituto di Formazione e Ricerca in Scienze Algologiche, con lo scopo di promuovere la formazione medica e la ricerca sul tema del dolore cronico. Grazie ai suoi corsi, ISAL - Provider del Ministero della Salute per l’erogazione dei Corsi E.C.M.(Educazione Continua in Medicina) - è stata la prima scuola in Italia e una delle prime in Europa dedita alla formazione post-laurea per lo studio del dolore e ha formato negli anni circa 750 medici specialisti, un gruppo che rappresenta oggi la classe dirigente italiana della terapia del dolore. Dall’esperienza dell’Istituto ISAL nel 2007 nasce la Fondazione ISAL per sostenere la ricerca nell’ambito della terapia del dolore oltre che la comunicazione sociale. Dal 2009 ogni anno la Fondazione organizza e promuove l’appuntamento Cento città contro il dolore, una giornata che ha l’obiettivo della sensibilizzazione sociale e dell’informazione sul tema del dolore cronico. Dalla sua nascita ISAL è stata protagonista delle più importanti iniziative nazionali sul tema del dolore e del suo trattamento. Ha partecipato dal 1999 alla creazione della Rete sul dolore e palliazione della Regione Emilia-Romagna e ha contribuito attivamente nella costruzione e implementazione della legge 38/10, legge che garantisce e tutela il diritto del cittadino nell’accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore. ISAL ha collaborato a diverse iniziative promosse dal Ministero della Salute di cui è stata inoltre partner in attività di ricerca (coordinamento dei registri per il buon uso degli oppioidi) e clinica (progetto per l’Umanizzazione delle cure per le persone fragili). Negli anni Fondazione ISAL ha sostenuto 12 giovani ricercatori impegnati nello studio del dolore cronico. Investire su di loro è infatti fondamentale per assicurare un futuro alla ricerca scientifica e offrire una speranza a chi soffre quotidianamente. ISAL ha recentemente scoperto il primo biomarker al mondo in grado di certificare la presenza di dolore cronico severo in pazienti con fibromialgia e osteoartrite. Il biomarker identificato – la percentuale di linfociti B che esprimono il recettore Mu – ha anche permesso di confermare la base organica della fibromialgia.

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