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Dal Dna una ricerca sul tasso di infedeltà in Europa

Dal Dna una ricerca sul tasso di infedeltà in Europa

Un dato vicino all'1%, molto meno di quanto ci si aspettasse

di Valerio Cruciani

BOLOGNA - Il Dna ci rivela il nostro livello d’infedeltà. Una nuova ricerca sul nostro codice genetico, infatti, ha stimato la percentuale di figli nati fuori dal matrimonio in Europa, con un risultato vicino all’1%. Molti meno di quanto ci si aspettava, quindi, ma non sempre omogeneo. «Il dato rassicurante è che il tasso di paternità fuori dal matrimonio è basso, circa l'1% e non il 25% come si sente dire in giro, ma ha subito un picco che coincide con la Rivoluzione industriale nell'800, con la crescita demografica, soprattutto nelle aree urbane», chiarisce Alessio Boattini, ricercatore dell'Università di Bologna. L’ateneo ha collaborato al progetto dell'università di Lovanio, poi pubblicato sulla rivista Current Biology.

ANALISI STORICA - Una ricerca che è andata nel profondo della storia, fino alla metà del 1500, ed è stata condotta su cittadini di origine olandese e belga. Tra i due Paesi non sono state trovate differenze significativo nella percentuale di figli nati da rapporti extra-coniugali, tantomeno tra le diverse religioni. La differenza sostanziale è nell’analisi del rapporto tra la densità abitativa e i figli nati da relazioni extra-coniugali. Più cresce la densità, infatti, e più è alta la probabilità di nascite controverse. «Ci sono dunque dei fattori che influenzano i comportamenti sessuali e che sono legati alle circostanze sociali - spiega Boattini - Per il futuro contiamo di ampliare il campione studiato e magari svolgere lo stesso tipo di ricerca anche in Italia».

 

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