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L'associazione Curzio Malaparte

By Mattia Rosini

di www.carpeberlin.com

Italiani in Germania, ma anche tedeschi che guardano all'Italia. Ecco chi frequenta l'associazione Curzio Malaparte; ne parliamo con il presidente, Corrado Lampe In realtà si chiamava Kurt Erich Suckert, ma è diventato famoso con lo pseudonimo di Curzio Malaparte. Che non è soltanto l'autore di libri famosi in tutto il mondo, come Kaputt o La pelle, ma anche il nome che ha scelto Corrado Lampe per la sua associazione di italiani a Berlino: Curzio Malaparte, appunto. “Nella scelta del nome mi sono praticamente imposto – ci spiega Lampe, presidente dell'associazione. Noi esistiamo dal 2008, e l'intenzione era quella di sottolineare la duplicità della nostra associazione, mezza tedesca ma tendente all'Italia, proprio come Malaparte. Il quale, fra l'altro, è sempre stato mal giudicato da molti ignoranti, mentre invece è stato uno che nella politica ci ha creduto davvero, un pensatore scomodo”. Quali sono le attività portate avanti dalla vostra associazione? “Be', al momento siamo senza una sede fissa, e questo limita non poco le nostre iniziative; vedremo se per i prossimi tempo riusciremo a ottenere dei finanziamenti dal Senato berlinese. Al momento – continua Corrado Lampe – ci appoggiamo al ristorante Gargano, dove ogni martedì proiettiamo un film italiano. Ma in passato abbiamo anche svolto numerose iniziative culturali, con spettacoli itineranti, dibattiti... tutto che avesse comunque un legame con l'Italia”. Alla proiezione del martedì della scorsa settimana siamo andati anche noi: il titolo in programma era Basilicata coast to coast, un divertente road-movie diretto da Rocco Papaleo, con lo stesso regista, Alessandro Gassman, un silenzioso Max Gazzè e Giovanna Mezzogiorno nel cast. Non solo italiani tra il pubblico, tanto che la pellicola era accompagnata dai sottotitoli, per essere comprensibili dai numerosi tedeschi appassionati di Italia. “Per quanto la maggioranza delle persone che frequenta la nostra associazione sia italiana, non mancano certo i tedeschi”, conferma Corrado. Ma come vedono la Germania i tanti italiani che si trasferiscono a Berlino? “Pochi hanno una visione realistica; si pensa che sia un paese dove tutto è perfetto, dove tutto funziona bene, ma i problemi ci sono anche qui. Basti considerare il fatto che manca una vera legislazione antimafia, o che la corruzione – per quanto non ai livelli italiani – è presente anche nel sistema politico tedesco. Ma il problema è bifronte – conclude Corrado. È dell'Italia stessa, che gli italiani non hanno un'idea chiara, e in 150 di unità ci hanno in qualche modo trasmesso una visione sbagliata del nostro paese”.

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