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Di Maio: bene col Pd ma basta pugnalate dalle retrovie del Movimento

Di Maio: bene col Pd ma basta pugnalate dalle retrovie del Movimento

Il leader dei 5 Stelle si lascia andare ad alcune considerazioni sull’attuale situazione con il Movimento e con il Pd

di Giacomo Zito

ROMA – «Ero molto scettico sul governo col Pd, ma abbiamo portato a casa molte leggi e finché il Pd terrà fede ai patti andrà bene così». Luigi Di Maio interviene nell’attualità e porta alcune considerazioni personali nello studio di Carta Bianca, su Rai Tre, quando è stato intervistato martedì scorso da Bianca Berlinguer.

IL GOVERNO - L’iniziale scetticismo pare essersi sciolto, ora, secondo Di Maio, «sono giorni importanti per pianificare i prossimi tre anni di governo». E torna sulle questioni care al Movimento, come il salario minimo, la riforma della sanità e il tema delle tasse.

IL MOVIMENTO - Incalzato da Berlinguer, Di Maio interviene anche sulle questioni interne del Movimento Cinque Stelle. «Chi pensa che io mi stanchi del Movimento - ha affermato il ministro - ha sbagliato. Sono stanco che qualcuno che sta nelle retrovie venga al fronte per darmi una pugnalata. Io sono stato eletto capo politico nel 2017, siamo andati al governo e adesso stiamo realizzando il programma elettorale». 

LA STOCCATA - Conclusa la fase difensiva, Di Maio si permette anche qualche “stoccata” ben indirizzata a chi, nel corso degli ultimi mesi, ha deciso di abbandonare il governo. Per il leader pentastellato «è normale che in un Movimento che ha eletto 330 parlamentari ci sia chi esprime dissenso. Quando qualcuno non è d’accordo col Movimento 5 Stelle ha tutto il diritto di andarsene, ma potrebbe dimettersi e farsi rieleggere, non andare al Gruppo Misto».

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