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Diabete: dopo il lockdown questa estate puntiamo a una corretta alimentazione

Diabete: dopo il lockdown questa estate puntiamo a una corretta alimentazione

Prevenzione e cura del diabete sono possibili con un corretto stile di vita e un’alimentazione equilibrata

di Silvia de Mari

ROMA - Ci apprestiamo a vivere una stagione estiva particolare. La diffusione della Covid-19, da un lato, ha portato a forti raccomandazioni riguardo a un certo tipo di prevenzione, relativa soprattutto all’igiene e ai contatti interpersonali. Ma dall’altro ha fatto perdere di vista altre patologie croniche che affliggono gran parte della popolazione italiana e mondiale. Il diabete di tipo 2 in Italia colpisce quasi 5 milioni di persone (dati ISTAT 2016: circa 4 milioni di soggetti con diabete noto e più di 1 milione che non ha percezione della malattia).

DOPO LO STOP FORZATO – Durante lockdown anche per i pazienti diabetici ci sono state poche visite e un incremento della telemedicina e della digitalizzazione. Solo dalla fine di maggio gli ambulatori hanno riaperto e l’attività è ripresa regolarmente. “In questi mesi – sottolinea il Prof. Bruno Solerte, Professore di Medicina Interna all’Università di Pavia – il paziente diabetico è stato spesso oggetto di particolare attenzione in quanto soggetto fragile esposto all’infezione da Sars-Cov-2, viste anche le gravi conseguenze, soprattutto a livello cardiovascolare e nefrologico, a cui è esposto. Il diabetico, infatti, è molto a rischio a causa del suo substrato biochimico che attira il virus, così come avviene negli anziani. Questa tipologia di soggetti deve pertanto essere controllata più attentamente”.

IL DIABETE, PANDEMIA SOCIALE - “Anche il diabete può essere definito come una pandemia – evidenzia Renata Ghelardi, Responsabile del Centro di diabetologia dell’ASST di Melegnano-Martesana di San Giuliano Milanese – Pur non avendo vaccini, possiamo fare prevenzione intervenendo sugli stili di vita, che, se non corretti, possono diventare fondamentali nel determinare la malattia insieme ai  fattori genetici che predispongono al diabete di tipo 2. Quest’ultimo infatti è molto sensibile alle buone abitudini quali una sana alimentazione e un’attività fisica regolare che riducono in maniera significativa l’insulino resistenza creando un migliore assetto metabolico. L’attività fisica, diventa dunque uno strumento di gestione del diabete ancora più efficace della terapia farmacologica. Il lavoro muscolare infatti consuma zucchero abbassando di conseguenza i valori glicemici e migliorando in modo considerevole la sensibilità all’insulina”.

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