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Elena Bonetti, Ministra per le Pari Opportunità e la Famiglia al Festival Nazionale dell’Economia Civile

Elena Bonetti, Ministra per le Pari Opportunità e la Famiglia al Festival Nazionale dell’Economia Civile

Elena Bonetti ha poi parlato dell’assegno unico universale

di Giacomo Zito

FIRENZE – Nella giornata di chiusura del Festival Nazional dell’Economia Civile la Ministra per le Pari Opportunità e la Famiglia Elena Bonetti ha commentato la protesta nelle piazze di ieri come “una richiesta di aiuto che   va riconosciuta come tale”. “ Abbiamo sostenuto una riapertura delle scuole – ha commentato la Ministra  - per far ripartire il Paese attraverso una prospettiva educativa. Le famiglie, al contempo, saranno tutelate a dovere, anche nel caso di una quarantena forzata per il bambino con congedi parentali per i genitori. È  importante continuare a lavorare in questa direzione: l’impegno del Governo per le famiglie c’è. Siamo tutti impegnati per dare risposte concrete e dobbiamo continuare così».

ASSEGNO UNICO - Elena Bonetti ha poi parlato dell’assegno unico universale. “Sarà il primo intervento del family act, che oltretutto è già passato alla Camera con il voto favorevole delle opposizioni. Sarà una cifra mensile garantita per ogni figlio dal settimo mese di gravidanza e fino ai 21 anni per tutte le famiglie e per ogni tipologia di lavoratori. Sarà presente, ovviamente, una parte fissa ed una ricalcolata in base al reddito familiare. Le risorse arriveranno da altri progetti attivi nel Paese, ma che non garantiscono egualità di trattamento. Nel piano del recovery fund o della next generation EU, come pilastro fondamentale, decideremo di investire fortemente sulle famiglie e sulla demografia, oltre che sul lavoro femminile come motore di sviluppo. Sarà una legge che darà risorse al paese».

RISCHIO DEMOGRAFICO - Sul rischio del calo demografico nel 2021 per l’Italia, la Ministra ha specificato che “il family act è un primo passo per combattere questo pericolo. Oggi, a livello demografico, ci troviamo in una situazione drammatica. Basti pensare che in Europa siamo gli ultimi per tasso di fecondità ed abbiamo un rapporto nati-morti pari a quello del 1918. Questo dato descrive un paese che ha bisogno di coraggio e speranza, che possono essere restituiti alla popolazione solo con misure di investimento e progettualità come il family act. Dobbiamo investire sui giovani, sul lavoro femminile e sulle opportunità di crescita per le nuove generazioni”.

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