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Esce "Solo al sole", il nuovo disco di Andrea Mastropietro

Esce "Solo al sole", il nuovo disco di Andrea Mastropietro

Una vera e propria dichiarazione d'amore per la musica italiana

di Stefania Abbondanza

ROMA - Le canzoni servono per viaggiare, non per piantare radici. Dichiara l’Albero. C'è stato un momento in cui la musica italiana era un razzo, una navicella lanciata in alto.  Tra restare dove si è e farsi un giro nello spazio, sarebbe sempre preferibile la seconda opzione.  Ed è così che l’Albero ci lancia nella fulgida costellazione della musica italiana fino ad atterrare sul suo personalissimo pianeta. 

L’UNIVERSO - Al centro del suo universo musicale, chitarre acustiche, sintetizzatori analogici, sax (dichiarato omaggio a James Senese e al suo lavoro con Pino Daniele) e, soprattutto, la voce: una voce capace di chiamare, di portarci altrove. Classica e nuova allo stesso tempo, a tratti celestiale e mistica, appartiene agli Anni Settanta così come agli Anni Duemila, è proprio la voce di Andrea il fil rouge che unisce tutti i pezzi dell’album. 

L’IDEA - Parole calibrate e potenti si incontrano tra le atmosfere rarefatte del disco, interamente scritto e arrangiato e prodotto da Andrea. Sull’ispirata scia del disco di debutto “Oltre quello che c’è” (2016 Technicolor Dischi), accolto positivamente da pubblico e critica per la capacità di unire una vocazione musicale anglosassone con la tradizione musicale italiana, e anticipato dal singolo e title track “Solo Al Sole”, l'album vuole fondere insieme la miglior scuola cantautorale del nostro Paese e influenze sonore di richiamo internazionale.

GLI INFLUSSI - Ecco quindi che nell’album riecheggiano i mondi sonori costruiti dai grandi cantautori italiani: il Battiato intimo e lirico, al tempo stesso terreno e spirituale, de “L’era del cinghiale bianco”;  il De Gregori di “Bufalo Bill”; il Battisti degli Anni Settanta; Luigi Tenco, omaggiato anche nella traccia “Dalida”; l’uso della voce di Pino Daniele; in alcuni momenti, ad esempio nell’ultima traccia, “Parlami di te”, Demetrio Stratos e il prog italiano degli Anni Settanta.

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