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Ex premier Finlandia: “È giusto che l’Italia faccia la parte del leone, è stato il Paese più colpito”

Ex premier Finlandia: “È giusto che l’Italia faccia la parte del leone, è stato il Paese più colpito”

In un’intervista alla Stampa, Alexander Stubb esorta i Paesi dell’Ue a mettere quanto più denaro possibile nella ricostruzione

di Giacomo Zito

ROMA - "Saremo fuori in due anni" è la previsione dell’ex premier finlandese Alexander Stubb, intervistato ieri alla Stampa, in merito alla crisi economica scaturita dalla pandemia. La sua è un’esortazione, in merito, affinché l’Europa faccia tutto ciò che le è possibile per uscire dalla crisi: "Sin dall’inizio della crisi ho detto che l'Europa avrebbe dovuto usare ogni strumento disponibile e possibile per superare gli effetti negativi della pandemia sul ciclo. E che bisognava farlo agendo sia dal punto della domanda che dell’offerta. Per questo ora non ha senso essere 'frugali', afferma Stubb.

RECOVERY FUND - Sul Recovery Fund per Stubb “il messaggio più importante è impegnarsi a garantire la stabilità dei mercati”, quindi è d’accordo sui 750 miliardi "anche se non so se verranno usati sino all’ultimo euro”. Questo perché, aggiunge Stubb, “è necessario evitare reazioni negative che potrebbero condurre a una nuova crisi finanziaria e dell’Eurozona". 

L’ITALIA - L’ex premier, quindi, parla anche dell’Italia, lanciando un monito sulle condizioni per l’accesso ai fondi: “Quando si va in banca a chiedere dei soldi, le condizioni ci sono e ci devono essere. Perché in questo caso dovrebbe essere diverso?” aggiungendo, però, che “l’Italia sarà uno dei maggiori beneficiari della strategia europea ed è un bene, perché è stato il Paese più colpito. È giusto così, che faccia la parte del leone".

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