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Fondimpresa: «La formazione non sia aiuto di stato»

Fondimpresa: «La formazione non sia aiuto di stato»

Questo l'appello che viene oggi da Confindustria, Cgil, Cisl e Uil

di Giordano D'Angelo

ROMA - Da Confindustria, Cgil, Cisl e Uil nel corso del Forum “Il futuro del sapere, aziende e lavoratori nella trasformazione” per i 15 anni di Fondimpresa svoltosi a Roma, arriva l’appello: «E' fondamentale creare le condizioni legislative perché i Fondi possano far crescere le aziende coinvolte e i lavoratori formati, superando concezioni burocratiche che ne appesantiscono il ruolo, e riportando alla formazione, circa 120 milioni, le risorse ad essa destinate. L’Unione Europea abolisca il concetto di aiuti di stato se riferito a percorsi di formazione».

IL COMMENTO - «Chiediamo l'abolizione del concetto di aiuto di stato - ha detto il presidente di Fondimpresa Bruno Scuotto - se riferito a percorsi di formazione perchè un aiuto di stato consiste nell’intervento di un’autorità pubblica effettuato tramite risorse pubbliche, per sostenere alcune imprese o attività produttive. Un’impresa che beneficia di un tale aiuto ne risulta avvantaggiata rispetto ai suoi concorrenti. Di conseguenza, il controllo degli aiuti di stato risponde alla necessità di salvaguardare una concorrenza libera e leale all’interno dell’Unione. In riferimento alla formazione finanziata - ha aggiunto - noi riteniamo che non sia corretto parlare di un vantaggio offerto a beneficio della singola azienda che ottiene il sostegno alla formazione. Il sostegno incide sì, com’è ovvio, sull’azienda beneficiaria ma incide in misura ancora maggiore sul lavoratore che viene formato e vede accrescere le proprie competenze professionali».

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