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Giovanni Pocaterra illustra l’atto notarile a distanza

Giovanni Pocaterra illustra l’atto notarile a distanza

Il notaio è intervenuto in esclusiva per Cronaca Diretta su un argomento molto delicato

di Silvia de Mari

ROMA - Il notaio Giovanni Pocaterra, storico volto Rai per molto tempo e tra i professionisti più apprezzati in Italia nel suo campo, è intervenuto in esclusiva per Cronaca Diretta su un argomento molto delicato: l’atto notarile a distanza. Il notaio Pocaterra, dall’alto della sua esperienza nel settore, ha illustrato con dovizia di particolari l’argomento, così attuale in tempi di coronavirus.

QUI IL VIDEO DELL'INTERVENTO DEL NOTAIO GIOVANNI POCATERRA

«In Francia un decreto del 4 aprile 2020 ha permesso, temporaneamente sino al mese successivo al termine della emergenza da Coronavirus, ai notai di ricevere atti anche senza la presenza nello studio notarile di una o di tutte le parti. Il notaio redigerà l'atto su supporto informatico, indagherà la volontà e riceverà il consenso delle parti che sottoscriveranno l'atto con la firma elettronica».

«La prima riflessione che mi viene in mente – precisa il Notaio Pocaterra – è: c'è qualche vantaggio in termini di spesa o di alleggerimento burocratico con l'atto notarile a distanza? Paradossalmente direi che si renderebbe addirittura più onerosa l'azione amministrativa perché si acuirebbero le differenze tra chi è dotato di cultura informatica e chi non lo è. Altra riflessione è quella relativa alla sicurezza dell'identità delle parti e della loro volontà. Sebbene si vedano problematiche in merito alla capacità naturale, alla circonvenzione, alla violenza ed all'alterazione della volontà, il notariato italiano, con la sua apertura, darà sicuramente il contributo per far ripartire l'economia in modo che l'emergenza che stiamo vivendo da crisi si trasformi in opportunità di portare l'Italia a paese ancora più moderno, adeguando, grazie alla tecnologia, sia le infrastrutture che i processi alle nuove sfide mondiali. Sarà però necessario – precisa Pocaterra – che il notariato, custode della pubblica fede, venga posto a garante nel contesto telematico ben sapendo che la dimensione privata non garantisce certezza, trasparenza ed affidabilità delle piattaforme che stanno alla base del cambiamento».

QUI IL VIDEO DELL'INTERVENTO DEL NOTAIO GIOVANNI POCATERRA

«Il notariato, sicuramente, svolgerà la sua funzione di garanzia proteggendo le parti più deboli e gli attori onesti del mercato contro i rischi del riciclaggio, della violazione della privacy, degli abusi nelle procedure, negli accessi e nei contenuti. Un'ulteriore riflessione è se l'atto notarile a distanza possa portare concentrazione di lavoro in alcuni territori ed in mano a determinati operatori; questo il notariato non dovrà permetterlo perché, oltre a non rendere il suo servizio capillare nel territorio con le sedi notarili, perderebbe la sua funzione di terzietà ed imparzialità con effetti negativi per i cittadini e distorsivi per la concorrenza. Occorrerà, quindi, una piattaforma telematica unica, a cui i notai italiani accedano dai loro studi, e delle norme di legge che, tra l'altro, contrastino i rischi di pregiudizio degli interessi dei più deboli e di condizionamenti ambientali, anche introducendo – conclude il notaio Pocaterra – nuove regole per l'invalidità di un atto a distanza in caso di violenza».

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