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Gli effetti positivi della Meditazione Trascendentale su studenti e insegnanti

Gli effetti positivi della Meditazione Trascendentale su studenti e insegnanti

I risultati del progetto "FRIENDS" finanziato dal programma Erasmus Plus dell'Unione europea

di Federico Marconi

ROMA - Gli effetti della meditazione trascendentale, sia su studenti che insegnanti, ha degli effetti più che positivi. Ad affermarlo un rapporto che sintetizza i risultati del progetto 'FRIENDS', finanziato dal programma Erasmus Plus dell’Unione Europea, nato per favorire l'inclusività, contrastare la dispersione scolastica e rimuovere fattori di stress nei contesti di apprendimento.

IL PROGETTO - Il progetto, in tempi di didattica a distanza, in cui la capacità di resilienza di studenti e insegnanti è messa a dura prova, ha coinvolto le scuole di quattro paesi, Belgio, Gran Bretagna, Italia e Portogallo, si è imperniato sul programma “Momento di Quiete con la Meditazione Trascendentale”. All'inizio e alla fine della giornata scolastica, la pratica, per circa 10-15 minuti, della tecnica della Meditazione Trascendentale (MT), insegnata in Italia dall’Associazione Meditazione Trascendentale Maharishi, i cui risultati in termini di riduzione di stress, aumento di creatività e miglioramento delle relazioni interpersonali sono stati suffragati da diversi decenni di ricerca scientifica. Il monitoraggio ha riguardato complessivamente 900 tra insegnanti, tecnici e amministrativi, e 1800 studenti (principalmente della scuola primaria) che frequentano scuole con una utenza, in buona percentuale, di origine straniera e/o socialmente svantaggiata.

I RISULTATI - I risultati sono stati particolarmente incoraggianti e positivi. Gli studenti che praticano il programma percepiscono un maggiore senso di benessere, hanno visto migliorare il proprio rendimento e, in termini più generali, hanno potenziato la propria capacità di integrarsi più proficuamente nella vita scolastica. Vantaggi non mancano altresì per gli insegnanti, sensibilmente meno esposti al rischio di burnout e in grado di gestire in modo più efficace lo stress. Una ricerca che, forte del credito ottenuto a livello europeo, stimola future iniziative in tal senso, che potrebbero affiancare quelle attualmente messe in atto, basate su approcci del tutto differenti, per fronteggiare problemi nevralgici del mondo della scuola, come il bullismo e la dispersione.

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