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Gli USA riconoscono il genocidio armeno

Gli USA riconoscono il genocidio armeno

Votato quasi all'unanimità dal Congresso insieme a delle sanzioni contro la Turchia

di Giacomo Zito

ROMA - Si incrinano i rapporti tra Ankara e Washington. Il Congresso statunitense, infatti, ha approvato una risoluzione che riconosce il genocidio degli armeni avvenuto durante la Prima Guerra Mondiale da parte dell'Impero Ottomano. Uno smacco per la Turchia, importante alleato della NATO, che, ora, deve decidere con quali mezzi rispondere a quella che sembra essere una provocazione.

LE CAUSE - La causa di questa decisione è da ricercare negli ultimi avvenimenti della nuova fase della guerra in Siria. Dopo la "sconfitta" dell'ISIS, per ritrovare consenso in patria, il presidente Erdogan aveva chiesto agli USA di ritirare le proprie truppe per far partire un'offensiva contro «i terroristi del PKK/YPG e Daesh». Questa nuova operazione, denominata «Peace Spring» ("Fonte di pace" o "primavera", a seconda delle traduzioni) ha suscitato numerose controversie a livello internazionale, così come la ritirata degli stessi Stati Uniti, che fino ad allora erano alleati dei curdi del PKK e YPG. 

LE SANZIONI - Durante la stessa votazione il Congresso ha votato la richiesta al presidente Donald Trump di imporre delle sanzioni e delle restrizioni alla Turchia. Su questa risoluzione si dovrà attendere la decisione di Trump che, probabilmente, attenderà di incontrare Erdogan prima di intervenire.

L'INSULTO - «Nella nostra fede il genocidio è assolutamente vietato. Consideriamo questa accusa come il più grande insulto al nostro popolo», ha commentato Erdogan. La Turchia, infatti, si considera diretta discendente dell'Impero Ottomano e nella sua storia non ha mai voluto accettare questo macabro evento.

LE CONSEGUENZE - Ricevuta la notizia, la Turchia si è subito mossa per difendere i propri interessi. Erdogan ha subito espresso dei dubbi sul suo prossimo viaggio negli USA, in programma il 13 novembre, mentre è stato convocato l'ambasciatore statunitense ad Ankara. Dall'Armenia, invece, giungono dichiarazioni celebrative verso gli Stati Uniti. «Questa risoluzione ha profondo significato perché commemora il genocidio armeno attraverso il riconoscimento e il ricordo internazionale» ha commentato Zohrab Mnatsakanyan, attuale ministro degli Esteri armeno.

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