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Greenpeace in azione al porto di Rotterdam

Greenpeace in azione al porto di Rotterdam

Su nave cisterna con derivati dell’olio di palma prodotto distruggendo le foreste

di Flavia Cruciani

ROTTERDAM – Climber di Greenpeace Paesi Bassi sono entrati in azione e hanno ritardato l’attracco di una nave cisterna nel porto di Rotterdam. Gli attivisti si sono appesi sul fianco della Stolt Tenacity, una nave lunga 185 metri. La nave è carica di prodotti appartenenti a Wilmar, il maggior commerciante mondiale di olio di palma e fornitore del gigante degli snack Mondelēz. Gli attivisti hanno appeso striscioni con il messaggio "Oreo, Basta olio di palma che distrugge le foreste", per protestare pacificamente contro la deforestazione causata dalla produzione indiscriminata di olio di palma nella foresta pluviale indonesiana.

L’AZIENDA - L’azione nonviolenta segue quella di una settimana fa, nei pressi dello Stretto di Gibilterra, quando attivisti di Greenpeace International hanno ritardato il viaggio della Stolt Tenacity per due giorni. Gli attivisti sono stati trattenuti in una cabina dal capitano della nave per 33 ore ma sono stati successivamente rilasciati senza alcuna accusa.

LA RICHIESTA - Greenpeace chiede a Mondelēz, il produttore dei biscotti Oreo, di sospendere le relazioni commerciali con il suo principale fornitore, Wilmar, fino a quando non sarà in grado di dimostrare che l'olio di palma che commercia non proviene da produttori che distruggono le foreste pluviali e sfruttano le persone.

IL COMMENTO - «L'olio di palma può essere prodotto in modo sostenibile senza tagliare e bruciare la foresta pluviale e questo è ciò che multinazionali come Mondelēz hanno promesso ai loro clienti quasi un decennio fa. Nonostante ciò, l'azienda produce 40 miliardi di biscotti Oreo all'anno, continuando a utilizzare olio di palma prodotto a discapito delle foreste. È tempo che Oreo dia l'esempio e sospenda le relazioni commerciali con Wilmar fino a quando non sarà in grado di dimostrare che l'olio di palma che commercia è “pulito”», afferma Martina Borghi, Campagna Foreste di Greenpeace Italia.

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