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I sindacati tornano in piazza: “Nel Paese c’è un'emergenza occupazionale”

I sindacati tornano in piazza: “Nel Paese c’è un'emergenza occupazionale”

Appuntamento per il 18 settembre in vista di “una grande mobilitazione unitaria per l'apertura di una stagione nuova”, racconta la Cisl

di Silvia de Mari

ROMA - Il 18 settembre "saremo nelle piazze in una grande mobilitazione unitaria per l'apertura di una stagione nuova, di vero dialogo e collaborazione sociale nella definizione delle riforme necessarie alla ripartenza. A cominciare dalla legge di Bilancio bisogna costruire insieme un Progetto-Paese che raccordi gli interventi di coesione e protezione sociale a una poderosa strategia anticiclica". Ad affermarlo è il segretario generale aggiunto della Cisl, Luigi Sbarra, che pone l’accento sugli investimenti necessari per "rilanciare" l'occupazione e sull'utilizzo di "tutte" le risorse europee, con un occhio in particolare su tutte le questioni ancora aperte: "C'è da dare una svolta decisa alla gestione delle circa 150 grandi vertenze nazionali, che coinvolgono circa 200mila lavoratori", dall'ex llva ad Alitalia, da Whirlpool a Blutec. In piazza anche la Cigl, avvisa Maurizio Landini, “per il rinnovo dei contratti nazionali di lavoro pubblici e privati, per contrastare l'intransigenza di Confindustria e per una legge sulla rappresentanza che cancelli i contratti pirata e dia valore generale alle norme, ai diritti ed ai salari dei contratti nazionali". Insieme a loro, quindi, anche la Uil,con un messaggio lanciato dal segretario generale Pierpaolo Bombardieri: “C'è un'emergenza occupazionale da affrontare: ci sono troppe vertenze aziendali per le quali bisogna trovare soluzioni immediate e c'è l'urgenza di approntare una riforma degli ammortizzatori sociali, fondata sulle politiche attive del lavoro, per scongiurare i rischi di un'ingestibile crisi sociale".

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