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Il buono e il bello della RomagnaDop, all’asta

Il buono e il bello della RomagnaDop, all’asta

Il design può dare un contributo rilevante per orientare, con responsabilità

di Federico Marconi

ROMA - L’asta solidale #LaRomagnaCheDona mira a coinvolgere aziende e artigiani del territorio che doneranno i loro prodotti e le loro opere per il pubblico che vorrà aggiudicarseli facendo una libera offerta. Nella situazione attuale che ci vede tutti quanti coinvolti, abbiamo la possibilità di fare qualcosa di concreto per il bene comune. Imprenditori, produttori, artigiani e designer della RomagnaDOP (basta vivere in Romagna e lo diventi per passione) mettono all’asta creatività, servizi e prodotti per dimostrare tutto il loro calore e vicinanza alla gente e al territorio in cui vivono e lavorano.

IL DESIGN - Il design può dare un contributo rilevante per orientare, con responsabilità, i processi di innovazione e sviluppo e gli stili di vita in una direzione più sostenibile. Rippotai realizza soluzioni progettuali innovative ma sostenibili, ovvero “capaci di futuro”, che sappiano coniugare, con equilibrio e visione, la dimensione ambientale, socio- culturale ed economica della sostenibilità. Gli effetti dovuti al mutamento della situazione attuale diventano una prova del nove per verificare la capacità di adattamento di chi opera nel design. La volontà di portare avanti con tenacia i propri progetti e soprattutto di metterli al servizio della società.

L’OBIETTIVO - L’obiettivo della campagna online #LaRomagnaCheDona è sostenere in maniera trasparente e rendicontata l’Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII da oltre 50 anni impegnata sul territorio in favore degli “ultimi” e che anche in questo momento ha messo in campo attività a contrasto dell’emergenza COVID-19.

L’ALBERGO - In particolare la Comunità ha riconvertito un albergo donatole anni fa, l’Hotel Royal di Cattolica, a struttura di accoglienza per persone contagiate che non hanno un luogo sicuro in cui trascorrere la quarantena. Inoltre la Comunità continua a svolgere le proprie attività in aiuto dei più deboli, incontrando le persone che vivono in strada, garantendo loro i beni di prima necessità, ma anche offrendo accoglienza nelle proprie casa per donare un rifugio sicuro, con l’attenzione a salvaguardare le tante persone a rischio (disabili, minori ed anziani) che già abitano nelle case famiglia e nelle altre realtà di accoglienza.

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