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Il futuro della natalità? Si può fare!

Il futuro della natalità? Si può fare!

Impresa per la Vita e Casa di Cura Santa Famiglia alla seconda edizione degli Stati Generali della Natalità

ROMA – “Si può fare” è lo slogan che ha contrassegnato la seconda edizione degli Stati Generali della Natalità, le due giornate di dibattito su futuro e natalità che si sono svolte il 12 e 13 maggio all'Auditorium della Conciliazione a Roma.

"Il tema della natalità rappresenta una vera e propria emergenza sociale. Non è immediatamente percepibile, come altri problemi che occupano la cronaca, ma è molto urgente”: questo uno degli aspetti messi in luce da Papa Francesco nella Sua lettera che viene letta da tre mamme in dolce attesa all’apertura della prima giornata. Anche il Presidente Mattarella nel Suo messaggio lo definisce “uno degli aspetti più preoccupanti delle dinamiche sociali contemporanee” per cui “è responsabilità delle istituzioni a tutti i livelli, come prescrive l'art.31 della Costituzione, che ci richiama, conseguentemente, alla tutela della maternità, dell'infanzia e della gioventù favorendo gli istituti necessari a tale scopo”.

Dopo i saluti del presidente della Fondazione Natalità e del Forum delle Associazioni Familiari Gianluigi De Palo che descrivono il contesto da cui si parte, la lettura dei messaggi del Pontefice e del Presidente Mattarella, gli interventi del Sindaco di Roma Roberto Gualtieri e dei rappresentanti delle Istituzioni la Ministra per le Pari opportunità e la Famiglia Elena Bonetti, e quello della Pubblica Istruzione Patrizio Bianchi, il commento ai dati Istat del presidente Blangiardo, gli ospiti che animano i diversi panel tematici (aziende/lavoro, società, salute, comunicazione) convergono tutti al tentativo di rispondere alla stessa domanda: “come invertire la tendenza?”

La testimonianza di Casa di Cura Santa Famiglia, unica mono specialistica in ostetricia e ginecologia in Italia, registra un'esperienza in contro tendenza: «i 2050 nuovi nati nel 2021 nella nostra Struttura sono la prova che “Si può fare” non è soltanto un motto, ma il risultato di un impegno quotidiano sul fronte dell’assistenza alla donna e al percorso nascita» - afferma Donatella Possemato, direttrice della Santa Famiglia e presidente dell’Associazione Impresa per la Vita - «La natalità va affrontata da tutti i punti di vista come hanno sottolineato i tanti interventi di oggi; noi ci prendiamo cura della donne e delle loro fragilità, motivo per cui diamo sostegno emotivo e riserviamo uno spazio di ascolto anche ai figli per renderli consapevoli e prepararli già dalla adolescenza. Iniziative che promuoviamo come incubatore di modelli di assistenza innovativi, ma che vorremmo portare anche fuori perché c’è bisogno di preparare i giovani sin dall’adolescenza e siamo felici di aver visto la presenza delle scuole agli Stati Generali della Natalità. Il “Si può fare” per me corrisponde all’opportunità di poter lavorare in modo sinergico con le Istituzioni perché bisogna agire ora»

Dal palco del terzo panel della mattinata “Si può fare: coraggio” con le testimonianze di alcuni esponenti dal mondo dello spettacolo sul tema del bilanciamento tra lavoro e famiglia giungono i saluti al ginecologo dott. Luca Cipriano, responsabile della maternità presso la Casa di Cura santa Famiglia, dell’attrice Ilaria Spada che ricorda emozionata il momento dell’arrivo del primo figlio in sala parto con il marito Kim Rossi Stuart: «quando il mio adorato Luca Cipriano ci ha alzato Ettore, noi eravamo di fronte alla cosa più piccola e più grande di noi».

Alla riapertura dei lavori nel pomeriggio con il panel “Si può fare: salute” gli interventi del prof. Luigi Orfeo, presidente della Società Italian di Neonatologia (SIN), e del prof. Nicola Colacurci, presidente della Società Italiana di Ginecologie e Ostetricia (SIGO), hanno messo in evidenza l’età sempre più avanzata delle donne di oggi che decidono di avere un figlio (con crescenti difficoltà) e l’importanza di diffondere consapevolezza sulla fertilità e gli stili di vita sani tra i giovani.

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