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Il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte chiude la seconda edizione del FNEC

Il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte chiude la seconda edizione del FNEC

Un nuovo modello di economia e società necessita di un nuovo patto sociale tra Governo, aziende, mondo del lavoro, giovani e Terzo Settore

di Giacomo Zito

FIRENZE – «Sarà l’economia civile a dare un grande contributo alla rinascita e alla ripartenza del Paese. La Carta di Firenze contiene indicazioni preziose su cui impegnerò il Governo». Lo ha detto il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, chiudendo la seconda edizione del Festival Nazionale dell’Economia Civile. 

IL COMMENTO - Conte ha anche aggiunto: «Non possiamo fallire su questo progetto di Recovery plan.  Ne va della credibilità di questo governo e di tutto il sistema Paese».  E con riferimento alla crisi generata dalla pandemia, ha poi sostenuto: «E' un tempo di rinnovamento: non possiamo tornare alla normalità. La rigenerazione dell'economia è un fil rouge di un processo che mira a collocare nuovamente al centro il cittadino e la persona umana. Siamo consapevoli dell’importanza del ruolo delle donne e non a caso abbiamo inserito l’empowerment femminile al centro dell’agenda del G20, in programma il prossimo anno in Italia».

LA CARTA DI FIRENZE - Sempre parlando della Carta di Firenze, il Presidente ha accennato al tema della biodiversità: «Ritengo occorra una riforma costituzionale per valorizzare sempre più la tutela dell'ambiente. Con tutte le forze, senza distinzione tra maggioranza e opposizione, bisogna inserire in Costituzione anche un riferimento allo sviluppo sostenibile».

LE TRE GIORNATE - L’intervento del Presidente Conte, ha chiuso tre intense giornate di lavoro nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio a Firenze dal 25 al 27 settembre.  «In questi giorni a Firenze è emersa – sostiene il Direttore del Festival, Leonardo Becchetti – la necessità di promuovere un nuovo patto sociale tra Governo, Sindacati, imprenditori, giovani ed organizzazioni del Terzo Settore. Siamo in un momento irripetibile e particolare, che deve essere affrontato con grande partecipazione perché per una rigenerazione resiliente, sostenibile e generativa abbiamo bisogno sia di istituzioni illuminate,  ma anche di una cittadinanza attiva e responsabile».

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