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L’Associazione Nazionale Vittime Civili di Guerra rilancia l’azione contro le mine e gli ordigni bellici

L’Associazione Nazionale Vittime Civili di Guerra rilancia l’azione contro le mine e gli ordigni bellici

ROMA - Il 4 aprile si celebra la XIV Giornata Mondiale per la Promozione e l’Assistenza all’Azione contro le Mine (mine action), voluta dall’ONU per combattere questo flagello che colpisce i civili in tutto il mondo, anche nei paesi che non conoscono la guerra da tanto tempo .

Secondo recenti stime, le mine presenti nel mondo sono oggi 120 milioni, senza contare le centinaia di migliaia di trappole esplosive, armi improvvisate, bombe e proiettili inesplosi. Nella sola Italia, secondo dati del Ministero della Difesa, ancora oggi ogni anno vengono effettuati oltre tremila interventi per disinnescare ordigni della Prima e della Seconda Guerra Mondiale.

Nel suo messaggio per la Giornata di quest’anno, il Segretario Generale delle Nazioni Unite António Guterres ha richiamato ancora una volta tutti i Paesi a sostenere e rafforzare la mine action, ricordando come essa sia un elemento indispensabile nell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile e per il rispetto dei diritti umani: “Tutti hanno il diritto di vivere in sicurezza, senza aver paura di quello che possono trovare sul loro cammino”.

In questa importante ricorrenza l’Associazione Nazionale Vittime Civili di Guerra ritiene doveroso rinnovare il suo appello al Parlamento e alle Istituzioni per l’approvazione della legge “Misure per contrastare il finanziamento delle imprese produttrici di mine antipersona, di munizioni e submunizioni a grappolo”, già approvata all’unanimità nella XVII legislatura, ma rinviata dalla Presidenza della Repubblica alle Camere nel dicembre 2017, evidenziando l'esistenza di profili di incostituzionalità.

In questa stessa ricorrenza, lo scorso anno il Presidente Mattarella aveva auspicato una rapida approvazione della legge e il Presidente della Camera Roberto Fico si era unito a tale augurio, ma purtroppo in questi dodici mesi non si sono registrati molti passi in avanti.

«Le vittime delle mine e degli ordigni bellici sono per la gran parte appartenenti alla popolazione civile, sia in tempo di guerra che di pace: i civili uccisi o feriti dalle armi di guerra sono l’87 per cento del totale, di questi quasi la metà sono bambini», ricorda Giuseppe Castronovo, cieco civile dall’età di nove anni e presidente nazionale dell’Associazione Nazionale Vittime Civili di Guerra. «E’ una situazione insostenibile cui può porre fine solo l’impegno convinto dei Governi di tutto il mondo e della comunità internazionale. L’approvazione del progetto di legge per contrastare il finanziamento alla produzione delle mine sarebbe un atto molto significativo in questo senso e rafforzerebbe ancora di più la posizione dell’Italia nello scenario internazionale, dove è già unanimemente riconosciuta all’avanguardia nel settore della bonifica umanitaria, con un contributo altamente apprezzato nel mondo».

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