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Economia

L’e-commerce per l’internazionalizzazione

Kooomo: «Serve tecnologia per fare business online»

di Giordano D’Angelo

NAPOLI - Stime in crescita per il settore dell’e-commerce. Per il 2019 si stima un valore dell’e-commerce mondiale di 3.000 miliardi di euro, con una crescita del 20% rispetto al 2018, a fronte di oltre 2 miliardi di consumatori. I Principali mercati mondiali sono Cina (con 1.320 mld €, +26%), Stati Uniti (con 680 mld €, +10%) ed Europa con 670 mld € (+11,5%). In Ue l’Italia occupa la quarta posizione (dopo UK, Germania e Francia) con un valore degli acquisti online prossimo ai 31,6 miliardi di euro e una crescita del 15% sul 2018. Settori trainanti informatica, arredamento e abbigliamento. A comprare di più online sono gli uomini, e chi lo fa generalmente preferisce farlo con il proprio smartphone e anche per l’e-commerce emerge la flessione della cosiddetta “quarta settimana”: chi acquista preferisce farlo a inizio mese, in concomitanza con l’arrivo dello stipendio.

LA RICERCA - Questa la fotografia dell’intero settore delle vendite online che emergono dalla ricerca di SRM presentati in apertura di “E-Commerce: il futuro è oggi! Sfide e opportunità” incontrato organizzato a Napoli dall’Unione Industriali. Un incontro pensato per gli imprenditori e gli e-commerce manager che si trovano oggi ad affrontare la prova dell’internazionalizzazione online.

KOOOMO - «Fare e-commerce significa fare azienda» ha detto durante il suo intervento Anastasia Sfregola, sales director per il mercato italiano di Kooomo, la piattaforma tecnologica di nuova generazione in Saas e Cloud. Kooomo è una piattaforma capace di seguire passo dopo passo l’evoluzione e la scalabilità del business dei brand e di sostenere il loro processo di internazionalizzazione delle aziende.

LA PRIMA SCELTA - Kooomo ha portato all’incontro, dove hanno partecipato anche altri grandi player della rete da Facebook a Triboo Digitale, la sua esperienza lunga 20 anni nel supportare aziende di tutti settori, in particolare food e moda, nell’approcciare il mercato online in maniera professionale. «Troppo spesso l’imprenditore che deve avviare il suo business e- commerce cade nel tranello di parcellizzare il processo, perdendo così il controllo del proprio business, o improvvisando, convinto che aprire un e-commerce significhi semplicemente mettere online i propri prodotti» ha detto ancora Sfregola. «Nel percorso di digitalizzazione aziendale sono tante le componenti da valutare - continuano da Kooomo - l’imprenditore ad esempio dovrà individuare le giuste figure professionali, formare il team, adeguare la logistica la distribuzione, verificare i metodi di pagamento, le esigenze dei diversi utenti nelle diverse parti del mondo». Quasi il 67% dei consumatori, ad esempio, secondo Google, abbandona il carrello e interrompe quindi la transazione quando non trova la propria valuta al momento del pagamento. Ecco perché secondo Kooomo la prima scelta da fare è la tecnologia. «La scelta tecnologica permette all’azienda di avere sotto controllo tutti gli aspetti del suo business e di adattarsi al suo sviluppo via via che il business cresce e cambia». 

C.P. COMPANY - «La nostra strategia è quella di non focalizzarci sulla concorrenza, perché non vogliamo aspettare le mosse dei competitor, bensì anticiparli - ha detto Andrea Cilli e-commerce manager di C.P. Company eccellenza fra i brand sportswear - Con Kooomo abbiamo scelto di orientarci verso il cliente per essere più innovativi e abbiamo avviato strategie “user centric” che prevedono una comunicazione personalizzata e combinata, con la possibilità di integrarla con gli store ufficiali o con le attività di fidelizzazione dell’utente come loyalty e fidelity».

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