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Le Sardine di Barcellona lanciano un appello a una cultura europea condivisa

Le Sardine di Barcellona lanciano un appello a una cultura europea condivisa

Prossimo appuntamento domenica 19 gennaio alle ore 12 per accogliere gruppi locali uniti dai medesimi valori e ideali

di Stefania Abbondanza

BARCELLONA - «Io ho per patria il mondo come i pesci il mare». Così Dante definiva, ante litteram, lo spirito delle Sardine, rivendicando la patria umana contro tutte le patrie locali, cioè gli stati nazionali, che lui, con lungimirante prospettiva, intendeva come organizzazioni al servizio della Lupa, cioè il nascente capitalismo. In nome di questi ideali le Sardine di tutto il mondo si uniscono per ricacciare nell’inferno la Lupa e imporre al mondo la giustizia e la pace. La riflessione è di Raffaele Pinto, Professore di letteratura italiana nella Universitat de Barcelona), che dalla capitale catalana riprende il filo del discorso portato avanti dai fondatori del movimento delle Sardine, affermando la necessità di una cultura condivisa, in ambito europeo, e della universalità dei suoi valori.

LE SARDINE - Le Sardine nascono dall’iniziativa di quattro trentenni - Mattia Santori, Andrea Garreffa, Giulia Trappoloni e Roberto Morotti – che in occasione dell’appuntamento fissato giovedì 14 novembre scorso da Matteo Salvini a Bologna hanno invitato attraverso social network, volantinaggio e messaggi a gruppi WhatsApp i bolognesi a mobilitarsi. L’ex primo ministro aveva convocato in vista delle elezioni regionali in Emilia Romagna i suoi sostenitori al Paladozza, che ha una capienza massima di 5.570 persone. Da qui l’idea di lanciare un flash-mob in Piazza Maggiore dove possono stare fino a 6.000 persone, ben strette. Strette come Sardine, da cui anche il nome della pagina Facebook 6000 Sardine. In seguito al successo dell’iniziativa e all’allargarsi a macchia d’olio del movimento, anche a Barcellona si è costituito un gruppo di persone che ha accolto il desiderio di molti italiani di scendere in piazza in difesa della libertà, dei diritti umani, della verità e della trasparenza.

L'APPUNTAMENTO - Le Sardine di Barcellona si danno appuntamento domenica 19 gennaio alle ore 12 in Plaça del Rei per un evento dai risvolti culturali che trasmetta i valori del movimento, al quale sono invitati gruppi locali uniti dai medesimi ideali. Il programma è in via di definizione in questi giorni, l’idea è di trattare le diverse tematiche del movimento attraverso la musica, l’arte, il teatro e la danza. Ad esempio, ci sarà un flash mob con ragazze cilene sulle note della canzone “Un violador en tu camino” che fa riferimento al collettivo femminista cileno Las Tesis che l'ha lanciata il 25 novembre. Poi ci sarà sicuramente Piero Pesce, cantautore calabrese da molti anni a Barcellona, che intonerà Bella Ciao. Si raccoglieranno sardine in scatola da devolvere in beneficenza e si potranno portare libri da scambiare con gli altri partecipanti.

IL PENSIERO FACILE - Il leader leghista Matteo Salvini è il bersaglio delle Sardine, ma il vero nemico è il “pensiero facile” ovvero il populismo e l'antipolitica. «Vogliamo arrivare alle persone attirate dalla sirena del sovranismo per dire che c’è un’alternativa. Cerchiamo di essere un corpo intermedio che collega la cittadinanza attiva alla politica» ha sottolineato Santori.

L'EMILIA ROMAGNA - Gli ideatori hanno inventato gli slogan “L’Emilia-Romagna non abbocca” e “Bologna non si Lega” a sostegno di un simbolo, le Sardine che rappresentano pesci piccoli e indifesi, ma che insieme si muovono compatti e fanno ‘massa’ riuscendo a far fronte a un pesce grande e aggressivo rappresentato in questo caso da Matteo Salvini. I partecipanti sono stati invitati a presentarsi in piazza con una Sardina, disegnata su cartone per partecipare “alla prima rivoluzione ittica della storia”. Nessuna bandiera, nessun partito, nessun insulto per «dimostrare che i numeri contano più della prepotenza, che la testa viene prima della pancia e che le persone vengono prima degli account social».

LA STORIA - Al primo appuntamento a Bologna invece delle 6 mila persone previste, in piazza ce n’erano 15 mila. Poi via via il fenomeno si è allargato travolgendo piazze e città, non solo in Italia. A Torino, ad esempio, c’erano 40.000 persone. Le Sardine con grande passione e impegno stanno organizzando in autonomia eventi locali e sono scese nelle piazze di Amsterdam (550), Berlino, Bordeaux, Bruxelles (ben 1000!), Dublino (300), Edimburgo, Helsinki, Londra, Madrid (500), New York (250), Parigi, San Francisco, Varsavia, Vienna… Il 14 dicembre sono state organizzate manifestazioni in 24 città europee e 9 italiane. A Roma secondo gli organizzatori si sono riunite 135.000 persone, forse addirittura 200.000. Ad oggi, in totale le piazze sono 113 in tutta Italia e una ventina in giro per il mondo. Piazze antifasciste e antirazziste, che chiedono verità, libertà e trasparenza.

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