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Le trattative segrete con le “aziende del vaccino”: ecco cosa si cela nell’accordo con l’Ue

Le trattative segrete con le “aziende del vaccino”: ecco cosa si cela nell’accordo con l’Ue

Negoziati segreti sui prezzi di vendita a ogni singolo Paese e deresponsabilizzazione in caso di danni da effetti avversi

di Giacomo Zito

ROMA - All’inizio le aziende del farmaco che sono all’avanguardia nella produzione del vaccino anti Covid-19 avrebbero avviato delle trattative segrete con ogni Stato per la vendita del vaccino, così che nessun Paese terzo potesse sapere il prezzo di vendita. Poi, quando la Commissione europea si è imposta perché venisse creato un team di negoziatori europei per l’acquisto del medicinale, è stato comunque inserito nel gruppo anche l’ex capo della Federazione svedese delle industrie farmaceutiche, nonché socio di una delle due aziende tra la più vicine alla realizzazione del vaccino. Infine, sembra anche che uno dei gruppi che si pensa fornirà per primo il vaccino è stato sollevato dalle responsabilità per danni causati da eventuali effetti avversi. Sono questi i dettagli che la Corporate Europe Observatory e la Reuters stanno rivelando in merito alle trattative in Europa sulla vendita e distribuzione del vaccino.

LE RIVELAZIONI - Dai documenti, raccolti nel dossier pubblicato in questi giorni e intitolato “Potere e profitto durante una pandemia – perché l’industria farmaceutica ha bisogno di maggiore controllo” emerge che già a partire dal 9 aprile, un rappresentante dell’Efpia, la lobby europea dell’industria farmaceutica, chiedeva alla commissaria europea alla Salute Stella Kyriakides e al commissario al mercato interno Thierry Breton di non utilizzare procedure di acquisto congiunto, più trasparenti dei negoziati con i singoli Stati. “L’associazione rappresentativa di Big Pharma ha usato il suo potere per fare lobby contro un meccanismo (quello della negoziazione congiunta) disegnato per migliorare l’accesso e il prezzo equo dei trattamenti durante la pandemia”, si legge nel rapporto. 

IL TEAM - Una soluzione che avrebbe permesso alle aziende del settore di trattare singolarmente e con maggiore potere contrattuale. Una soluzione a cui si è messa di traverso l’Europa che, per ovviare al problema, ha scelto attraverso la Commissione europea di creare un team di negoziatori che potesse rivolgersi direttamente alle aziende in rappresentanza di tutta l’Unione. Era agosto, e tra i prescelti del team di negoziatori veniva nominato anche l’ex capo della lobby farmaceutica svedese Richard Bergström, fino al 2016 il capo dell’Efpia svedese e tuttora titolare di interessi personali nell’industria farmaceutica, scrive Il Fatto Quotidiano, riprendendo una rivelazione del giornale belga Hin. Una situazione che ha fatto pensare a molti si potesse trattare di un conflitto d’interessi, nonostante sul sito della Commissione si garantisca che tutti i membri del Joint negotiation team, i cui nomi rimangono comunque segreti, sono stati nominati dai loro governi e che “hanno firmato una dichiarazione di assenza di conflitti di interesse”. 

LA DERESPONSABILIZZAZIONE - In merito all’accordo preso tra l’Unione europea e una delle aziende di produzione del vaccino, la AstraZeneca, secondo la Reuters il prezzo che è stato pagato per la vendita del vaccino è pari a 366 milioni di euro per 300 milioni di dosi. Un prezzo che copre tutto il costo della produzione e se dovesse venir fuori che questo non ha funzionato, comunque quei soldi saranno stati spesi per il finanziamento del progetto di sviluppo. Un accordo con l’azienda farmaceutica che, però, non riguarda solo il costo di produzione e vendita, ma anche l’eventuale responsabilità nel caso in cui il vaccino dovesse avere degli effetti avversi per eventuali danni. Infatti, sempre secondo fonti della Reuters, in un accordo segreto tra la Commissione e l’azienda anglo-svedese, è stato stabilto che comunque i governi europei pagheranno al posto di AstraZeneca i danni eventuali, entro certi limiti che comunque non sono stati resi pubblici. Un accordo che prevede una grande eccezione rispetto alla legge europea, secondo cui in una direttiva del 1985 chiarisce che la la responsabilità dei prodotti (“liability directive”) è solo dell’azienda che la produce. 

L’ACCORDO - Questa decisione, finora rimasta segreta, pare che sia stata raggiunta dopo aver ottenuto dalla commissione uno sconto sulla produzione del vaccino, quindi fissato a 2,5 euro a dose. Con l’altra azienda all’avanguardia nella produzione del vaccino, quindi, pare che invece questo accordo non sia stato raggiunto, tant’è che il prezzo stipulato per ogni dose con la Sanofi-GlaxoSmithKline è molto più alto, fissato a 10 euro.

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