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"Let the Nature be your teacher "

"Let the Nature be your teacher "

"Lascia che la natura sia il tuo maestro"

di Alessandro Runci

 

The tiny Himalayan State of Bhutan draws again the international attention to itself, dramatically reforming the educational public sector and making it “green”.

The motto “Let the Nature be your teacher” stands on the entrance of the Jigme Losel primary school, located in the capital city of Thimphu. “We want Nature to be everywhere the children are”, said Choki Dukpa, a school teacher since 2005, “our country is mainly made up of mountains, but in the cities children are not aware of them presence. This is our way of bringing the outside to inside the school environment.” For the past three years, environmental sustainability and natural conservation have become the pillars of every educational activity provided by the school.

This innovative approach is part of the Green Schools for Green Bhutan program, that, in turn, can be seen as an attempt to integrate the principles of the Gross National Happyness index through the public sectors.

“Green schools regard not only the environment, but more in general a whole philosophy. We are trying to make our children’s minds green, until they will be flexible and open to new learning frameworks” said Education Ministry Thakur Singh Powdyel. This is a value-oriented approach, that relies on the awareness that education should be non only an academic goal, but also a tool able to expand students’ mind and teach them what being human means, and natural conservation is its foundation.

 

 

Il piccolo Stato Himalayano del Bhutan attira ancora una volta l’attenzione su di sé, riformando radicalmente il settore dell’istruzione pubblica e dandogli una fortissima connotazione green.

“Lascia che la Natura sia il tuo maestro” è il motto che appare sulla parete della scuola elementare Jigme Losel situata nella capitale Thimphu. “Vogliamo che la natura sia dovunque siano i bambini,” ha dichiarato Choki Dukpa, che insegna nell’istituto dal 2005, “il nostro paese è costituito, per lo più, da catene montuose, ma qui in città c’è il rischio che i bambini non se ne accorgano neppure. Questo è il nostro modo di portare il mondo esterno all’interno dell’ambiente scolastico.”

Negli ultimi tre anni, la sostenibilità ambientale e la conservazione naturale sono divenuti i pilastri centrali di tutte le attività educative fornite dalla scuola.

Questo approccio innovativo è parte del programma Green Schools for Green Bhutan, che nasce, a sua volta, come tentativo di integrare i principi dell’Indice Nazionale della Felicità (GNH) all’interno di tutti i settori pubblici. Sin dal 1971, infatti, il Bhutan ha rifiutato l’idea di misurare i progressi e la ricchezza del proprio popolo solamente attraverso il PIL ed ha deciso di affiancare a questo indicatore uno che misuri, in qualche modo, la felicità dei cittadini. Il GNH si fonda su quattro colonne principali: l’equità dello sviluppo sociale, la preservazione della cultura, la conservazione dell’ambiente e la promozione del buon governo.

“Le green school, non riguardano soltanto l’ambiente, sono una vera e propria filosofia. Stiamo tentando di rendere green anche le menti dei nostri ragazzi, fintanto che saranno flessibili ed aperte a nuovi modelli di apprendimento” è il pensiero del ministro dell’istruzione Thakur Singh Powdyel, “È un approccio orientato ai valori, che nasce dalla consapevolezza che l’educazione debba essere non solo un traguardo accademico, ma anche un strumento in grado di espandere le menti dei ragazzi e di insegnargli cosa significa essere umani – ed alla base di questo c’è la conservazione dell’ambiente naturale”.

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