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L’Iran ammette, l’aereo civile ucraino l’hanno abbattuto loro

L’Iran ammette, l’aereo civile ucraino l’hanno abbattuto loro

Ali Khamenei avrebbe ordinato di diramare la notizia poco dopo averlo scoperto

di Giacomo Zito

TEHERAN - Si è trattato di un errore umano, un tragico errore che ha causato la morte di 176 persone. Così si chiosa la vicenda legata all’aereo civile dell’Ukraine International Airlines. Almeno secondo le dichiarazioni ufficiali arrivate ieri dalla Guida suprema iraniana Ali Khamenei. In un tweet, Khamenei ha scritto che è stato «erroneamente» e «involontariamente» preso di mira dalle forze di difesa aeree iraniane e si scusa per il «sbaglio imperdonabile».

LA VICENDA - Il volo 752 dell’Ukraine International Airlines stato colpito poco dopo il decollo dall’aeroporto internazionale 'Imam Khomeini' di Teheran, sabato 4 gennaio. Una volta colpito, il pilota aveva tentato una manovra d’emergenza per tornare in aeroporto, ma senza successo. L’incidente non aveva riportato nessun sopravvissuto.

LE ACCUSE - Resa nota la notizia a livello internazionale, era iniziate sin da subito una serie di accuse contro l’Iran, colpevole di aver abbattuto l’aereo come ritorsione per la morte del generale Qassem Suleimani. La scatola nera del Boeing 737 era stata trattenuta dall’Iran, e Khamenei aveva da subito difeso il proprio esercito, dichiarando che l’aereo non era stato abbattuto da un missile. Ma le prove erano tante e la pressione internazionale continuava ad aumentare.

L’EPILOGO - Ieri, inaspettatamente, è giunto l’epilogo. Ali Khamenei ha dichiarato ufficialmente che si è trattato di un errore umano e che il missile è stato lanciato in quanto si è pensato si trattasse di un aereo militare pronto ad attaccare la base missilistica iraniana. Ora si dovranno attendere la fine delle indagini per scoprire il diretto responsabile dell’incidente, affinché giustizia venga fatta. Si tratta comunque di errore dettato dal clima di profonda tensione che si sta vivendo nel Paese, causato dalle continue schermaglie con gli Usa in Iraq.

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