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Mediterraneo, l’allarme dell’Unep: c’è rischio di disastro ambientale

Mediterraneo, l’allarme dell’Unep: c’è rischio di disastro ambientale

“Possiamo fermare il degrado ambientale se i governi si impegnano 'ora' a sostenere percorsi di sviluppo più ecologici" si legge nel rapporto del programma

di Bianca Franchi

ROMA - Ogni giorno il bacino del Mediterraneo è inquinato da circa 730 tonnellate di rifiuti di plastica e ora rischia danni ambientali irreversibili. Un rischio per l’ambiente, per chi ci vive e per le oltre mille specie non autoctone. Un danno che potrebbe essere devastante, se non si interviene subito per cambiare rotta, considerato che si tratta inoltre di una zona che si sta riscaldando di 20 volte più velocemente del resto del pianeta. A lanciare l’allarme è l'ultimo rapporto del Programma delle Nazioni Unite per l'ambiente (Unep) che denuncia come la situazione potrebbe avere conseguenze devastanti per tutti quesi Paesi che affacciano nel Mediterraneo, ovvero Spagna, Francia, Italia, Malta, Slovenia, Croazia, Montenegro, Albania, Grecia, Turchia, Cipro, Libano, Siria, Israele, Palestina, Marocco, Algeria Tunisia Libia ed Egitto. Secondo i dati raccolti, a oggi il 15% dei decessi che avviene nell’area è causato da fattori ambientali e dall’esposizione all’inquinamento armosferico, un numero che oltretutto potrebbe anche aumentare nei prossimi anni.

LE MISURE DA ATTUARE - Quindi, si spiega nel rapporto, bisogna agire il prima possibile anche perché l’area al momento non si trova sulla buona strada per raggiungere gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile prefissati per il 2030. "Prendendo spunto dagli errori del passato, si può immaginare una rinascita verde nel Mediterraneo - si sostiene nel rapporto -. Servono però misure urgenti per arrestare le tendenze attuali”, si legge. “Possiamo fermare il degrado ambientale se i governi si impegnano 'ora' a sostenere percorsi di sviluppo più ecologici - continua l’Unep -, se verranno adottate risposte politiche adeguate ed efficaci per alleviare la pressione ambientale e allo stesso tempo garantire le urgenti esigenze di sviluppo umano''.

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