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Metà delle regioni ancora ferme sui Cig in deroga, l'appello dei consulenti del lavoro

Metà delle regioni ancora ferme sui Cig in deroga, l'appello dei consulenti del lavoro

La presidente del Consiglio Nazionale dell’Ordine Marina Calderone scrive al ministro Lamorgese per segnalare episodi di violenza o minaccia alla categoria

di Federico Marconi

ROMA - Sono 10 le regioni italiane che non consentono ancora di presentare le domande di Cassa Integrazione in Deroga a causa di intoppi burocratici o trattative con le parti sociali che vanno per le lunghe.

LE REGIONI - Abruzzo, Bolzano, Sicilia, Trento, Umbria e Valle d’Aosta non hanno ancora ufficializzato la data da cui sarà possibile inoltrare le istanze; mentre in Basilicata e Sardegna sarà possibile farlo dall’8 aprile; in Calabria e In Emilia-Romagna dal 6 aprile, ma in quest’ultima regione l’invio delle richieste per le 4 settimane precedenti si è concluso solo nei giorni scorsi.

IL RISULTATO - Tutto questo comporta clamorosi ritardi che spostano in avanti la data di liquidazione ai lavoratori delle somme maturate per la Cig in Deroga, a cui sono ammesse tutte le aziende escluse dai trattamenti ordinari di integrazione salariale, per un totale di circa 2,6 milioni di lavoratori beneficiari. Uno scenario a dir poco critico e grigio, con modalità diverse da regione e regione, che rendono difficili e tutt’altro che rapidi i tempi di erogazione degli importi: infatti, solo al termine dell’invio delle domande e dell’iter procedurale regionale viene comunicato l’esito all’Inps, che potrà provvedere al pagamento.

I CONSULENTI DEL LAVORO - È evidente, quindi, il grande dispendio di energie fisiche e nervose per i Consulenti del Lavoro, impegnati a combattere contro il tempo, i disservizi informatici e le procedure burocratiche per assicurare ai lavoratori dipendenti delle aziende assistite il giusto sostegno. Ma l’esasperazione sociale, in costante crescita, sta creando anche tensioni diffuse, sfociate in tentativi di aggressione a Consulenti del Lavoro, erroneamente percepiti o ritenuti dai lavoratori quali responsabili della mancata percezione delle somme maturate a titolo di ammortizzatori sociali.

LA DICHIARAZIONE - «Comprendiamo l’evidente disagio e disperazione dei lavoratori interessati, ma non possiamo essere noi a pagare oltremodo disservizi e lungaggini di procedure non idonee alla gestione di un evento così straordinario - dichiara Marina Calderone, Presidente del Consiglio nazionale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro -. L’integrità fisica e la sicurezza dei Consulenti del Lavoro non può essere messa in discussione. Basta già il massimo sforzo possibile che stiamo producendo per completare tempestivamente quanto di nostra competenza e lo facciamo tra difficoltà immani. Per questo motivo, - aggiunge - ho scritto al Ministro dell’Interno, Prefetto Luciana Lamorgese, per segnalare gli episodi di intolleranza e violenza e chiedere di rassicurarci del fatto che in nessun modo verrà tollerato alcun comportamento di violenza o minaccia nei confronti di chi è chiamato a svolgere la propria professione in questi difficili momenti».

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