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Michael Kors, moda e solidarietà a Brooklyn

Kors ha trasferito per la prima volta la passerella da Manhattan a Brooklyn seguendo le orme della bisnonna Lina

di Federico Marconi

ROMA – Michael Kors è un ottimista e nel mondo dei muri alzati contro chi è diverso manda un messaggio all'insegna dell'inclusione: sia che si tratti di etnia che di atto di nascita o di identità di genere. Tutto è fluido e siamo tutti connessi è il mantra della sfilata che, in una data simbolo, l'11 settembre, lo stilista ha definito la sua "più' patriottica di sempre".

CAMBIAMENTI – Kors ha trasferito per la prima volta la passerella da Manhattan a Brooklyn seguendo le orme della bisnonna Lina, migrante bambina dalla Mitteleuropa. Testimonial del concetto che il genere non è specifico come dimostra uno dei look della collezione tutta made in Italy in cui la giacca è un bodysuit indossato sotto i classici pantaloni dal taglio di sartoria.

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